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Nuova guida Emilia Romagna da Bere

In quali sottozone di qualità si divide il territorio del sangiovese di Romagna Doc? Perchè a Cesenatico il rosso si abbina al pesce azzurro? A che temperatura è meglio sorseggiare un lambrusco accompagnato da un piatto di mortadella? Cosa cambia sui colli bolognesi ora che il pignoletto ha ottenuto la Docg? A queste e a molte altre domande rispondono le quattrocentotrentadue pagine a colori ricche di contenuti, cartine, informazioni e curiosità dell’edizione 2011/2012 di ‘Emilia Romagna da Bere e da Mangiare’, guida ai vini alle cantine e ai cibi del territorio, realizzata da PrimaPagina Editore insieme alle Associazioni dei Sommelier Ais territoriali e alla Regione.

All’interno circa 300 cantine mappate per favorire la circuitazione degli enoturisti, oltre 1.000 etichette descritte e valutate dalle commissioni dei sommelier, i prodotti, i cibi tipici, gli abbinamenti e un ‘minicorso’ per imparare a degustare e scegliere il vino. E naturalmente i vini top, laureati campioni dalle commissioni di degustazione Ais e quest’anno in perfetta parità fra Emilia e Romagna . Ma una pubblicazione enogastronomica non vive di sole parole. Emilia Romagna da “bere” e da “mangiare infatti potrà essere degustata in ben cinque serate in programma dal 22 luglio (Lido degli Estensi) al 18 settembre prossimo (Zola Predosa a Bologna). È il rinnovato appuntamento con Tramonto DiVino, l’evento con le migliori etichette della regione al calar del sole, nell’ambito della rassegna “Emilia Romagna è Un Mare di Sapori”, promossa dall’Assessorato all’Agricoltura regionale. Ma andiamo con ordine. L’Emilia Romagna da Bere e da Mangiare.

Fresca di stampa, l’edizione 2011/2012 nelle 432 pagine che la compongono offre una mappatura completa del panorama enologico della nostra regione. Importanti sezioni sono dedicate agli abbinamenti cibo-vino, con un intero capitolo sugli itinerari del gusto (da Piacenza a Rimini), al pesce azzurro dell’Adriatico, agli oli della nostra regione e alla circuitazione degli enoturismi. Non da meno l’attenzione al paniere dei prodotti tipici, di cui l'Emilia-Romagna vanta un primato a livello nazionale, coi suoi 33 prodotti Dop e Igp, le 20 denominazioni di qualità del vino, le 15 Strade dei Sapori, i 15 Presidi Slow Food, i 19 Musei del Gusto. Sul fronte enologico, il dato più rilevante della nuova pubblicazione sta nelle eccellenze, 90, i vini giudicati al top dai sommelier che li hanno degustati alla cieca.

Non solo: per la prima volta le cantine di Emilia e Romagna sono giunte alla pari: 45 sono le cantine emiliane, 45 quelle romagnole che hanno conquistato il punteggio massimo, il simbolo della “stella”. Un passo in avanti rispetto all’edizione 2010, quando le aziende premiate erano risultate 85 (39 in Emilia, 46 in Romagna). Guardando alla provenienza delle cantine premiate in questa nuova edizione, 12 sono nel Piacentino, 4 nel Parmense, 7 nel Reggiano, 6 nel Modenese, 15 nel Bolognese, 1 nel Ferrarese, 6 nell'Imolese, 15 nel Faentino, 1 nel Ravennate, 16 nel Forlivese, 3 nel Cesenate, 4 nel Riminese. Degustati dai sommelier alla cieca, senza sapere la cantina e l’etichetta, le eccellenze hanno raggiunto la votazione di almeno 86 centesimi, tetto stabilito dalle due Ais territoriali per entrare nelle elite dei grandi vini emiliani e romagnoli

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