Mentre il Comune di Forlì ha rinunciato a riproporre il divieto di circolazione all’interno del centro abitato nelle giornate del giovedì, a partire dal giorno 7 gennaio 2010 il Comune di Cesena ha riproposto il blocco aumentando le restrizioni rispetto agli anni precedenti.
“La nuova ordinanza - aff rma il vicesegretario di Federimpresa Confartigianato Giampiero Placuzzi - ha ulteriormente inasprito i vincoli introducendo anche modifi che alle deroghe e prevedendo che il divieto, contrariamente a quanto previsto gli anni precedenti, si applichi anche ai veicoli immatricolati come autocarri, in uso da parte di molte imprese associate, qualora gli stessi siano stati immatricolati prima del 1° gennaio 2001 e non omologati Euro 3 o Euro 4.
Come Confartigianato ci siamo messi in contatto immediatamente con Comune e Polizia municipale visto che la novità era del tutto inattesa e crea in effetti seri problemi a molte imprese artigianali alle quali viene interdetta la circolazione, vitale per l’espletamento del mestiere”.
“Esemplificando: se un’impresa di fornaio, imbianchino, lavanderia o di tante altre tipologie di attività - prosegue Placuzzi - dispone di un autocarro o un furgoncino immatricolato nel 2000 e deve raggiungere i propri clienti, non può farlo. Non può dunque lavorare. È mai possibile una situazione del genere?”
“La Confartigianato - afferma Placuzzi - ha criticato per anni e continua ancora a criticare il blocco al traffico del giovedì, un rito realmente incomprensibile e inaccettabile, poiché i fatti hanno ampiamente dimostrato che non si tratta di un provvedimento efficace per combattere il problema dell’inquinamento da polveri sottili ed è anzi più il danno provocato a chi si deve spostare rispetto ai benefici alla colletività.
Questi tipi di provvedimenti si sono rivelati solo una sevizie per i cittadini-lavoratori. Questa ulteriore penalizzazione alle imprese che si vedono limitate nel loro sacrosanto diritto di spostarsi per lavorare è la goccia che fa traboccare il vaso e chiediamo all’amministrazione di intervenire per ovviare a questa ingiusta penalizzazione”.
“Un pò di buon senso non guasta - sottolinea Placuzzi - quando vengono assunte queste misure serve equilibrio ed è necessario valutare ponderatamente i pro ed i contro. Un conto è il divieto per coloro che debbono raggiungere un posto di lavoro e non hanno bisogno di spostarsi durante la giornata, un altro bloccare chi ha necessità, per lavorare, di fare diversi spostamenti durante la giornata per soddisfare le esigenze di svariati clienti”.