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Storia del Rimini Calcio

Gli inizi

Il Rimini Calcio Football Club viene fondato nel 1912, inglobato nelle attività della Polisportiva Libertas Rimini. Il Rimini diventa una società indipendente nel 1941 e nella stagione 1947/1948 vince il suo primo campionato di serie C davanti al Cesena, dando il “la" a quella rivalità storica che si protrarrà negli anni con alterne fortune.

Vittoria che però, causa una riforma dei campionati, non porta frutti. Al contrario il Rimini è condannato al campionato di Promozione. La società biancorossa torna in serie C nella stagione 1958/1959. 

La prima B

Gilberto Gaspari fu il presidente della prima promozione in serie B nel 1976. In quella squadra personaggi ora simbolo della Rimini pallonara, come Fagni, Cinquetti e Sarti. I biancorossi restano in B tre anni e sulla panchina si alternano allenatori come Arrigo Sacchi e Osvaldo Bagnoli. La permanenza nella cadetteria dura fino al 1982. 

Il calvario

Sette anni di C1, 14 anni di C2, categoria diventata quasi un incubo per i tifosi biancorossi, condannati a vedere la loro squadra più volte vicina al salto di categoria poi sempre sfumato per un soffio. Un esempio su tutti: la finale playoff del 2000 ad Arezzo contro la Vis Pesaro, altra storica rivale dei romagnoli, davanti a 4000 tifosi riminesi. 

Vincenzo Bellavista

Anno importante è il 1994, quando una cordata di imprese guidata dalla Cocif di Longiano si aggiudica all'asta la società, di cui era stato decretato il fallimento. Timoniere indiscusso è Vincenzo Bellavista, che con la sua passione fa crescere l'entusiasmo in città. Mette nel mirino la promozione e la ottiene nel 2002/2003: il tecnico è Leonardo Acori.

Passa una stagione e con lo stesso mister arriva l'ennesimo trionfo: nella stagione 2004/2005 la corazzata biancorossa vince il campionato e può festeggiare il ritorno in B dopo 23 anni.

Anni di gloria

Dopo il primo anno di rodaggio, il Rimini si adatta alla categoria, Il patron Bellavista punta in alto e non nasconde di sognare la A. Indimenticabile il campionato 2006/2007 quando la dirigenza allestisce una squadra altamente competitiva proprio nella stagione che vedeva in B niente meno che Juventus, Genoa e Napoli. Le tre corazzate salgono di categoria come da pronostico e non si disputano i playoff a causa del distacco tra la terza e la quarta in classifica.

Il Rimini disputa un torneo straordinario, ottenendo il quinto posto (miglior risultato della sua storia), facendosi applaudire per il gioco espresso, strappando due pareggi alla Vecchia Signora, conquistando i derby con Cesena e Bologna.

E' anche l'anno però dell'improvvisa scomparsa di Vincenzo Bellavista, colpito da un malore il 21 maggio a soli 67 anni. Una vera batosta per tutta la Rimini sportiva.

L'ultima retrocessione

La stagione seguente è l'ultima di Leo Acori sulla panchina: il Rimini sfiora i playoff e chiude il campionato al settimo posto.

Dopo sei anni di successi il tecnico cambia strada e va a Livorno, mentre come suo successore viene scelto Elvio Selighini, già allenatore della Primavera e traghettatore nella stagione 199/2000.

E' una stagione disgraziata: tutto va storto e nemmeno l'esonero di Selighini a poche giornate dalla fine (al suo posto Carboni) evita al Rimini i playout con l'Ancona. All'andata al Conero finisce 1-1, mentre al ritorno al Neri una rete di Mastronunzio nel secondo tempo condanna i biancorossi al ritorno in Prima Divisione.

Oggi

Nonostante le difficoltà, la Cocif continua l'avventura col Rimini e iscrive la squadra al campionato. Allestisce una buona formazione che viene affidata ad una vecchia conoscenza di Rimini, Mauro Melotti, e affidandosi al ds riminese Gabriele Zamagna. Il resto della storia si sta costruendo.

A cura della Redazione Sportiva di RomagnaLive

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