Groma 2. In profondità senza scavare. Metodologie di indagine non invasiva e diagnostica per l'archeologia. Con Atti della Tavola rotonda (Bologna, 12 aprile 2008), pp. 208.
Data di Pubblicazione: 2009
ISBN: 8890429402
ISBN-13: 9788890429408
Prezzo: € 25.00
Il volume "Groma 2. In profondità senza scavare", a cura di Enrico Giorgi, raccoglie le lezioni e i contributi presentati durante le tre edizioni (2007-2009) della scuola estiva del Centro Studi per l'Archeologia dell'Adriatico e dell'Università di Bologna dedicata alle metodologie di indagine non invasiva e diagnostica per l'archeologia. Gli argomenti trattati, esposti secondo un taglio manualistico e corredati di specifici apparati didattici (schede tecniche, glossario, bibliografia tematica), sono organizzati nelle sezioni: Topografia per l'archeologia, Geofisica per l'archeologia e Gestione dei dati per l'archeologia. Concludono il volume gli atti della tavola rotonda dedicata a "Il ruolo delle tecnologie nella formazione dell'archeologo", tenuta presso il Dipartimento di Archeologia dell'Università di Bologna il 12 aprile 2008.
La ricerca archeologica è divenuta scienza storica complessa e multidisciplinare. Raccoglie a suo supporto diverse forme di sapere, metodologie di indagine fino a pochi anni fa operanti in settori distinti della teoria e della prassi scientifica. Il volume raccoglie riflessioni, dubbi e prospettive circa l’equilibrio tra queste discipline, ma non si sofferma sulla pura diquisizione accademica, analizzando invece la stretta connessione fra sinergie disciplinari e formazione professionale dei giovani, archeologi e non.
Viene riservato un ruolo di rilievo alle metodologie informatiche di acquisizione, elaborazione e gestione dei dati provenienti dal campo di indagine, ormai divenute parte integrante dell’operato dell’archeologo. I dati raccolti in quest'opera si offrono al lettore come un supporto fondamentale ai giovani che si vogliano cimentare nelle nuove tecnologie in campo archeologico, in particolare nelle metodologie di archeologia non invasiva e preventiva, cioè quelle in grado di individuare e definire le evidenze archeologiche sepolte, limitando – o meglio ottimizzando – il più possibile la pratica dello scavo, oltre che alle nuove forme di comunicazione web e multimediale, che rendono la condivisione “in rete” uno strumento di valorizzazione dell’attività intellettuale.