Stiamo
sempre ad immaginare i romani intenti nelle lunghe e polverose marce militari
oppure togati alle prese con grosse questioni politiche. Pochi si soffermano su
come spendevano il loro tempo libero. Tra i passatempi preferiti c’erano le
terme, edifici pubblici dotati di attrezzature e locali igienico-sanitari, precursori
degli impianti odierni. Esse assolvevano anche un compito sociale in quanto rappresentavano
uno dei principali luoghi di ritrovo al tempo dell'antica Roma, a partire almeno
dal II secolo a.C. L’utilizzo del bagno salutare era conosciuto già al tempo
dei Greci, in particolare dai giovani che frequentavano il ginnasio e che, dopo
intensi esercizi fisici nella palestra, facevano un'abluzione di acqua calda
per ottenere distensione dopo la fatica fisica e passare così nell’esedra per
ricevere l'educazione dello spirito.
Se
il primo edificio termale potrebbe essere quello costruito dall’imperatore
Agrippa (25 a.C.),
tuttavia l’utilizzo dei “bagni” (balneum)
era molto praticato dai romani anche prima. Gli imperatori romani fecero a gara
per superare i loro predecessori: in particolare sono rinomate le terme di
Caracalla (217 d.C.), di Diocleziano (302 d.C.) e di Costantino (315 d.C.). La
loro popolarità e il loro massiccio utilizzo furono assicurati da tariffe di
ingresso molto basse quando non si entrava gratis! Ovviamente i cittadini
romani che terminavano il lavoro nelle prime ore del pomeriggio, vi si recavano
più volentieri.Le
prime terme romane sorsero di norma in luoghi dove era possibile sfruttare le
sorgenti naturali di acque calde o dotate di particolari doti curative. Tuttavia,
soprattutto in età imperiale, si diffusero anche dentro le città, grazie
all’evoluzione della tecnica di riscaldamento delle acque: l'acqua veniva
riscaldata mediante focolai che diffondevano aria calda negli spazi sottostanti
(ipocausti) alle pavimentazioni
sospese (suspensùra) dei vani da
riscaldare.Abbellite
e riccamente decorate, le terme costituivano talvolta addirittura piccole città
all'interno del tessuto urbano e potevano essere distinte in due classi: una più
povera destinata alla plebe e una più fastosa destinata all’aristocrazia.
Lo
sviluppo architettonico assecondava le finalità del benessere: era prevista
talvolta una stanza con raffreddamento
artificiale (frigidarium) e nelle
adiacenze un calidarium, stanza
riscaldata: tale combinazione può essere ben accostata all’odierna sauna
finlandese, ovvero il passaggio repentino dal caldo al freddo e viceversa.In
altri casi tra la sala del frigidario, solitamente circolare e con copertura a
cupola, e quella del calidario, generalmente rivolta a mezzogiorno, vi era un
ulteriore ambiente mantenuto a temperatura moderata, il tepidario. Ma siamo
proprio sicuri che questi repentini sbalzi di temperature portassero solo
benefici? In realtà, potevano generare nei canali auricolari e nasali dei
fruitori delle neoformazioni ossee globulari (tipiche ancora oggi nei
nuotatori), che potevano portare alla sordità o ad una deviazione del setto
nasale.Non
mancavano inoltre indispensabili ambienti di servizio quali lo spogliatoio (apodyterium), la sauna, la sala di
pulizia, la
palestra. All'interno delle terme più sontuose (come le Terme
di Caracalla) si poteva trovare spazio anche per piccoli teatri, biblioteche, sale
di studio e addirittura negozi.Nella
maggior parte dei casi vi erano accessi e ambienti separati per uomini e donne,
ma in entrambi i casi si usava gettare nell'acqua profumi e vini aromatizzati o
speziati, similmente agli antichi Egizi e a Greci.Per
eliminare le impurità della pelle i romani usavano la pietra pomice e la cenere
di faggio, benché tale pratica comportasse qualche controindicazione come
l'inaridimento della pelle. Per tal motivo chi usufruiva delle terme non
disdegnava di assicurasi un massaggio, effettuato con oli profumati e unguenti
speciali (la mirra e l'olio di mandorle), importati per lo più dall'Oriente.Solo
in epoca tardo-antica, forse per l'eccessivo costo di manutenzione, forse per i
mutati costumi e le abitudini sociali, le terme vennero gradualmente
abbandonate. Allo stesso modo l’abbandono, il danneggiamento o la distruzione da
parte dei popoli invasori degli acquedotti, che alimentavano anche le terme, ne
interruppe definitivamente l'uso.
E’
possibile che sull’abbandono delle strutture abbia giocato anche il fatto che
le terme, specie le più grandi e caotiche, erano uno dei luoghi preferiti dai
malviventi, terreno ideale per furti e rapine che si verificavano quasi
quotidianamente. Non era neppure assai raro che ci si rendesse involontari
testimoni di omicidi. Basti riferirsi alle parole che lo scrittore Plinio il
Giovane riporta a proposito dell’efferato assassinio di un amico:
“A
un tratto gli schiavi lo circondano: uno gli serra la gola, un altro lo
colpisce al viso, un altro ancora lo colpisce al petto, al ventre e – fa orrore
a dirlo – alle parti pudende; e quando lo ritengono finito, lo buttano su un
pavimento rovente per provare se è vivo”.
Un ultima
curiosità: molti si chiedono se il termine odierno “spa” sia un acronimo per Salum per Aquam (benessere dall’acqua).
In verità non è mai esistito nel periodo latino tale proverbio, pare si tratti
di un gioco di fantasia, un falso acronimo. Il termine Spa deriva invece direttamente
dalla cittadina belga Spa, nota fin dall'antichità per le sue acque minerali.
Grazie all'afflusso di turisti inglesi che frequentavano Spa, il nome della
città è divenuto un termine generico per il termalismo, dapprima in inglese e
poi anche in altre lingue.