Archeologia
Galeata romana e medievale
14/10/2010
Il giorno sabato 16 ottobre 2010 verrà inaugurato il centro visite relativo al settore termale della Villa di Teodorico a Galeata, struttura archeologica portata alla luce a cura del Dipartimento di Archeologia dell'Università di Bologna in oltre un decennio di scavi. Per l'occasione è stato organizzato un convegno presso il Teatro comunale della città romagnola, a cui farà seguito l'inaugurazione dell'area termale tardoantica.
Galeata è situata nell'alta valle del fiume Bidente (Appennino tosco-romagnolo), in provincia di Forlì, sul percorso di un'assai frequentata e antichissima via di valico.
Per chi viene dalla pianura c'è modo di accostarsi anzitutto all'area archeologica della Villa di Teodorico che è stata frutto delle attenzioni degli studiosi fin dal 1942, quando un gruppo di archeologi dell'Istituto Archeologico Germanico di Roma riportò alla luce una struttura, in realtà assai modesta, che venne identificata con il palazzo di caccia del re Teoderico. Furono le vicende belliche a interrompere le ricerche, riprese soltanto e brevemente nel 1968, in modo occasionale e purtroppo senza adeguata documentazione. La fonte principale per tale identificazione è la Vita di S. Ellero, racconto leggendario medievale, in cui si narra che "il re Teoderico venne per costruirsi un palazzo sotto quello stesso monte, sopra Solo a partire dal 1998 sono ripresi gli scavi da parte del Dipartimento di Archeologia dell'Università di Bologna che hanno individuato in quest'area sia strutture romane che teodericiane.
Le faticose campagne di scavo estive hanno portato alla luce un elegante quartiere termale, caratterizzato secondo consuetudine da ambienti riscaldati artificialmente (calidarium e tepidarium) e ambienti freddi (frigidarium); collegato a questo settore coperto è stato scavato un ampio cortile pavimentato in lastre di arenaria con al centro una grande vasca. Sicuramente il quartiere termale era parte di una ricca residenza signorile, di cui è ancora da individuare il settore residenziale, databile tra la fine del V e l'inizio del VI sec. d.C. La Villa potrebbe essere la residenza del re Teoderico o di un ricco dignitario della corte gota di Ravenna.
A volere indicare una cronologia di massima si può sostenere che l'area della villa abbia avuto un lungo periodo di vita nel corso dell'età romana, probabilmente a cominciare dal I sec. a.C. Nella medesima area seguì un cospicuo impianto tardoantico, certamente costituito da strutture imponenti, probabilmente del tipo a padiglioni o a complessi edificati distaccati disposti attorno a una corte scoperta. Ciò nonostante scavi recenti hanno dimostrato che l'area sembra sopravvivere al periodo teodericiano.
Dall'area provengono anche interessanti materiali preromani, come un piccolo bronzetto di cavaliere (metà VI secolo a.C.) e frammenti di ceramica attica (V-IV secolo a.C.), romani e medievali. I materiali rinvenuti durante le ricerche archeologiche sono esposti in una saletta del museo civico "Mons. Domenico Mambrini" a Pianetto.
Al visitatore inesperto, che attraversa la valle del Bidente in direzione del parco delle foreste casentinesi, può inoltre sfuggire la presenza di altre antiche e singolari vestigia della storia del piccolo centro, che in antico portava il nome romano di Mevaniola. Già municipio romano, fu inserita da Augusto nella regio VI (Umbria), forse a testimonianza delle sue radici etnico culturali. Il nome stesso, piccola Mevania, fa esplicito riferimento alla città umbra di Mevania (attuale Bevagna). Le strutture attualmente visibili, frutto di scavi archeologici risalenti alla seconda metà del sec. XX constano di un edificio teatrale, di una piccola cisterna e di parte delle terme cittadine e sono visitabili previo contatto con l'ufficio preposto del Comune.
Per info e itinerari In Terras (info@interras.com)