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Il maraffone

Per tutti gli amanti dei giochi di carte, la Romagna propone abitudini ludiche fortemente consolidate.

Il maraffone, anche detto beccaccino o tressette con taglio è nato nelle campagne comprese tra Cesena, Forlì e Faenza, per poi diffondersi ampiamente nelle regioni circosanti.

Tornei estivi ed invernali vengono costantemente organizzati, lungo la Riviera come nelle zone urbane e di campagna. Da decenni i romagnoli si riuniscono anche in modo informale, in qualsiasi bar di quartiere, per giocare insieme o semplicemente per osservare e commentare le azioni altrui, magari davanti a un buon bicchiere di vino rosso.

Ciò che stupisce è l'enorme potere di socializzazione di questo gioco da tavolo, che annulla completamente le differenze di età e che riesce a coinvolgere persino le signore. Certo, ogni pretesto è buono per provocarsi scherzosamente, per stimolare la competizione e lo spettacolo. Ma sempre in amicizia e secondo un codice di comportamento in cui l'esperto sbeffeggia il suo avversario al solo fine di impartirgli una lezione.

Busso, striscio e volo sono i termini più comunemente impiegati durante lo svolgimento del gioco, gli unici regolari in gran parte delle varianti ufficiali. Fondato sulle regole della briscola, il maraffone coinvolge due coppie di partecipanti, che si contendono in ogni mano un totale di undici punti.

Le carte di maggior valore sono, nell'ordine, il tre e il due (che valgono un terzo di punto) e l'asso (che vale un punto). Seguono le figure, anch'esse dal valore di un terzo di punto.

Le strategie di base non sono difficili, ma il giocatore esperto è sempre insidioso, perché con una buona dose di intuito e di malizia sa vincere anche quando possiede carte perdenti, sfruttando le potenzialità del proprio compagno e la credulità degli avversari.

L'arte del taglio riflette perfettamente questa dinamica: obbligati a rispondere con il seme proposto da chi apre il giro, i giocatori possono esserne sprovvisti; a quel punto sono liberi di scegliere se intervenire con una briscola, e quindi tagliare, o usufruire delle altre risorse a disposizione.

Il vero romagnolo è un esperto del maraffone e si butta a pesce nei tornei organizzati, a caccia di prosciutti, di salami o di altri ricchi premi.

Chi visita la Romagna non può pretendere di diventare competitivo in pochi giorni, ma può incominciare ad apprendere l'arte, magari assistendo allo spettacolo offerto dai giocatori più navigati.

A cura di Chiara Piraccini

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