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Una casa di cura per libri

Il laboratorio di restauro del monastero di S. Maria del Monte, a Cesena, cura da cinquant’anni le patologie dei libri antichi conservati in Romagna e non solo.

Nato nel 1960 da don Placido Zucal e promosso dalla Soprintendenza ai Beni Librari, l’atelier è il più datato della provincia e vanta l’uso di tecniche, attrezzature e materiali specialistici.

L’etica dello staff rispetta la tradizione benedettina. Non sono più i monaci, tuttavia, a dedicarsi con certosina costanza a quest’opera di risanamento.

Sin dalla recente ripresa dell’attività, il gruppo di lavoro è costituito da laici esperti, che si sono formati sul campo presso altre abbazie, frequentando l’Accademia o seguendo corsi di formazione e di aggiornamento.

Ciascuno apporta il proprio contributo teorico e pratico. I manoscritti presi in cura risalgono fino al XIV secolo, i testi a stampa fino al XVI e gran parte di essi proviene dalle biblioteche e dagli archivi della regione, così come i disegni e i manifesti.

Ad opera dell’équipe va ricordato il recente intervento su sette documenti dell’archivio diocesano di Sarsina, in occasione del Millenario, la riesumazione di duecento tavole inedite dell’architetto Gio Ponti, il recupero delle pergamene ebraiche conservate dalla diocesi e il contributo prestato a fronte dei danni prodotti dall’alluvione a Firenze.

Per non parlare degli atlanti settecenteschi di Mauro Guidi, dell’autografo di S.Francesco d’Assisi e delle costanti collaborazioni con la Biblioteca Malatestiana, con la Rubiconia Accademia dei Filopatridi e con l’archivio vescovile di Rimini.

Il laboratorio cesenate è conosciuto fino a Jesi e realizza tra i 40 e i 60 restauri annuali. Anche i privati si rivolgono a questo servizio, per recuperare volumi, calendari, stampe e addirittura carte da gioco, oggetti dal valore artistico e nello stesso tempo affettivo.

Una delle ultime commissioni private, ad esempio, consiste in un mazzo di tarocchi antichi e usurati.

Tramite minuziose procedure di pulizia a secco e a umido, deacidificazione, spianamento e restauro delle lacune, tutto ciò che è carta o pergamena riprende vita in questa officina del libro.

“Qui non basta aver pazienza, occorre la passione. Qui si impara a parlare con i libri” spiega il direttore tecnico Vittorio Cuccia.

I colleghi Saverio Valerio Bruno, Cecchini Silvia e Alessandra Quadrelli confermano la necessità di rapportarsi ai libri non solo con la mente, ma anche con le mani e con il cuore.

A cura di Chiara Piraccini

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