Parte dalla Domus del Chirurgo di Rimini e termina alle necropoli di Verucchio un interessante itinerario storico sulle tracce del genio umano nell’antica Ariminum, che si snoda tra scavi a cielo aperto ed edifici millenari.
Ben 150 strumenti utilizzati nella pratica medica all’epoca romana sono custoditi, nella Domus del Chirurgo di Piazza Ferrari, aperta al pubblico per la prima volta alla fine del 2007 dopo una lunga campagna di scavi iniziata nel 1989.
Un incendio avvenuto poco dopo la metà del III secolo, probabilmente in occasione di una scorreria dell’imperatore Gallieno, ha provocato il crollo dei piani rialzati dell’edificio, permettendo così la conservazione degli arredi e delle suppellettili domestiche.
Le diverse stanze – una sala da pranzo, una camera da letto, due stanze di soggiorno, una latrina e alcuni vani di servizio – raccontano la quotidianità dell’antico inquilino romano. Lo scavo ha riportato alla luce anche tracce di pavimenti in cocciopesto di una abitazione tardorepubblicana, reperti dell’alto medioevo, alcuni pozzi in muratura e silos per granaglie databili tra il Cinquecento ed il Settecento.
L’insieme dei resti, conservato e musealizzato sul posto così come è stato scoperto, offre un’immagine eccezionale di una stratificazione storica ed urbanistica lunga oltre duemila anni. L’intero complesso archeologico, aperto tutti i giorni escluso il lunedì, è parte integrante del percorso del vicino Museo della Città, anche il biglietto è unico. Per informazioni e prenotazioni, tel. 0541/704111. Particolarmente suggestive sono le visite serali organizzate in estate.
Le lancette corrono indietro e il viaggio prosegue, risalendo la Valmarecchia, fino alla vicina Verucchio, dove si trova uno dei più importanti insediamenti di cultura villanoviana del paese.
Nel Museo Civico del Comune (tel. 0541/670280), posto all’interno dell’antico monastero dei padri agostiniani, armi, strumenti per tessere, monili e fibule d’oro raccontano l’estro artigianale del periodo che va dal IX al secolo a.C. e culmina in un eccezionale trono intarsiato con figure umane.
I reperti provengono dai siti archeologici dell’Età del Ferro rinvenuti in paese, che nulla hanno da invidiare alle più belle tombe dell’Etruria e del Lazio. Sono circa 500 le tombe appartenenti a famiglie aristocratiche che compongono le necropoli di Verucchio e offrono uno spaccato unico della cultura diffusa in quei secoli nella valle del Marecchia.
[Foto Archivio Provincia di Rimini]