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Tesori paleocristiani di Ravenna

Dietro la guida dell’imperatori bizantini Teodora e Giustiniano si apre un affascinante itinerario nel cuore di Ravenna, alla scoperta dei tesori paleocristiani custoditi in questo ricchissimo scrigno d’arte e di storia affacciato sull’Adriatico.

Il percorso comincia con una piccola curiosità sui compagni di strada scelti per questo viaggio: Teodora e Giustiniano, pur non avendo mai messo piede a Ravenna, sono senza dubbio i ciceroni più affidabili per capire una città che ci racconta la loro grande storia attraverso migliaia di piccole tracce.

Sono le tessere dei due dei più celebri mosaici che decorano la basilica di San Vitale, splendido esempio di arte paleocristiana da cui muoviamo i primi passi. L’imperatrice indossa vesti sontuose e gioielli sfavillanti, intorno a lei tutto brilla: la coppa aurea che porta in offerta, il variopinto abbigliamento delle dame e dei dignitari che la seguono, il prezioso sfondo su cui si stagliano le figure.

Stessa magnificenza nel corteo di Giustianiano, sul lato opposto, ma è la sovrana che cattura da sempre lo sguardo, tanto che nel 1903 ispirò il pittore Gustav Klimt per il celeberrimo “Bacio”. Con Giustiniano e Teodora imperatori siamo fra il V e il VI secolo e Ravenna è una delle città più importanti d’Europa, essendo diventata capitale dell’impero romano nel 402, per essere poi cuore dell’Esarcato dopo la conquista bizantina. E’ questo il terreno fertile per una fioritura artistica senza pari, declinata nello splendore delle basiliche e templi sacri che ancora oggi lasciano i visitatori a bocca aperta e sono stati riconosciuti dall’Unesco “patrimonio dell’umanità”.

La bellezza di San Vitale gareggia con quella di S. Apollinare Nuovo, fra i cui sfavillanti mosaici dominati da scene del Vangelo appare un ritratto della Ravenna del tempo, con il porto di Classe e il palazzo di Teodorico. E che dire di S. Apollinare in Classe, solenne e grandiosa, ancora una volta impreziosita da decorazioni musive in cui il santo patrono della città è raffigurato in un paesaggio che richiama la piana circostante.

Risale a metà del V secolo il Battistero degli Ortodossi, il cui interno è fulgido scrigno di tarsie marmoree, stucchi e mosaici policromi. Quasi un secolo dopo, sotto il regno dei Goti, viene eretto il Battistero degli Ariani, a pianta ottagonale, con la cupola ornata da migliaia di tessere vitree a comporre la scena del battesimo di Cristo.

Dello stesso periodo la Cappella Arcivescovile, l’unico monumento ortodosso durante il regno di Teodorico: non a caso i cicli musivi dell’interno propongono il tema della lotta all’eresia ariana, con la rappresentazione di Cristo guerriero.

Singolare e irripetibile, poi, il Mausoleo di Teodorico, costruito con grandi blocchi di sasso istriano e coperto da un enorme monolito del peso di oltre 300 tonnellate. Ma alla fine di questo percorso accanto a Teodora appare un’altra donna: si tratta di Galla Placidia, sorella dell’imperatore Onorio.

Fu lei a dare il primo impulso per la rinascita edilizia di Ravenna, fresca capitale dell’impero, e il suo mausoleo, all’esterno piccolo e sobrio, è in realtà uno dei più antichi e ammirevoli esempi di decorazione musiva, con la serena rappresentazione del Buon Pastore e un’esplosione di colori sulla volta.

[Foto dell'Archivio del Comune di Ravenna]

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