"Acqua azzurra, acqua chiara, con le mani posso finalmente bere…"
Le parole della poetica canzone interpretata da Lucio Battisti dipingono alla perfezione questo percorso. Un itinerario immerso nella magia delle acque. Magia dalle dissimili sembianze. La vivacità del fluire scrosciante nei torrenti di montagna; la serenità di un placido lago che rispecchia il silenzio della foresta; la furia delle cascate, finalmente libere dalla prigione in cui l'uomo le ha rinchiuse, che si tramuta in energia; il tepore delle terme che cura e ristora.
Questo è il cuore liquido della Romagna. Cuore che dona vita alla natura e all'uomo.
Partenza: Bagno di Romagna (Passo dei Mandrioli)
Arrivo: Santa Sofia (Campigna/Burraia)
Altre località toccate: Bagno di Romagna, Santa Sofia, Bagno di Romagna, Santa Sofia,
Lunghezza: 70 KM
Durata: 03 ore
Tra due valichi leggendari per i motociclisti.
Non è un caso che i punti di partenza e d'arrivo di questo percorso siano rappresentati dal Passo dei Mandrioli e dal Passo la Calla. Varchi aperti sulle porte della vicina Toscana, garanzia di curve, paesaggi mozzafiato e divertimento per la guida. Promesse che il territorio di Forlì Cesena puntualmente mantiene.
La linea d'asfalto che collega Passo dei Mandrioli a Bagno di Romagna si snoda entro un ambiente d'ineguagliabile bellezza, talmente selvaggio da poterlo paragonare alla foresta più profonda di alcuni romanzi di Emilio Salgari.
Il freddo punge le ossa e l'odore umido del sottobosco invoglia a un profumato cartoccio di fumanti caldarroste.Acqua calda. Acqua che cura.
Le acque di Bagno di Romagna Terme erano conosciute per le loro qualità terapeutiche fin dai tempi dei Romani. L'acqua di Bagno giunge da un interminabile percorso: le precipitazioni piovose penetrano nel sottosuolo fino a profondità abissali, risalendo verso la superficie dopo essersi mineralizzate e riscaldate in un ciclo che dura anche 700 anni. Così, sgorga un'acqua antica e pura, che cura il corpo e rilassa lo spirito.Acqua azzurra. Acqua che disseta.
Il viaggio prosegue alla ricerca dell'azzurro profondo. Il lago formato dalla Diga di Ridracoli è un topazio incastonato fra mille smeraldi. Il turchese delle placide acque riflette il verde della foresta della Lama.
L'incantevole veduta quieta l'adrenalina scaturita nell'affrontare un percorso di mille curve, tornanti, pendenze e contropendenze.L'antico borgo di Ridracoli, immutato nel tempo, accoglie il visitatore moderno allo stesso modo dell'antico viandante. Un ponte in pietra, ad arco ribassato, attraversa il torrente che s'immette nel fiume Bidente, ancora ignaro della prigionia che l'uomo gli ha riservato.
La diga è una maestosa opera d'ingegno e tecnica. Un perfetto equilibrio tra ambiente e intervento dell'uomo.
Il muro di cemento, alto più di cento metri, lascia senza fiato. L'impatto visivo è stravolgente. Da una parte l'impressionante strapiombo sul letto del fiume, dall'altra, la calma piatta del lago. Il prezioso elemento naturale qui rinchiuso, alimenta l'acquedotto di Romagna che serve una zona ben più ampia della sola Provincia di Forlì Cesena. Una ricchezza impareggiabile.Acqua gelida. Acqua bianca.
La preziosità di quest'elemento si manifesta anche allo stato solido.
La meta finale di questo tragitto, il Passo La Calla, è la vetta del Monte Falterona. La strada che conduce fin qui, si snoda come un serpente tra il Parco Naturale delle Foreste Casentinesi e la Riserva Naturale di Sasso Fiorentino.
Un tuffo nel verde. Il nastro d'asfalto affianca il fiume Bidente, che scorre allegro e rumoroso accompagnando il mototurista. Basta accostare e spegnere il motore per ascoltarne lo sciabordio.
In Campigna, un chiosco ai bordi della carreggiata attende i motociclisti per una sosta.
Ancora poche curve per raggiungere gli impianti sciistici. Ancora una volta, l'acqua nella sua forma più candida, la neve, sa donarsi all'uomo. Non per dissetarlo, non per curarlo, unicamente per divertirlo.
Si ringrazia Provincia di Forli Cesena - Ufficio turismo per la gentile concessione di testi e immagini