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In sella all'Alta Valle del Savio

Esistono diversi modi per affrontare un viaggio. Quello su due ruote è il più appassionante, divertente, poetico, coraggioso ed il più faticoso. Questa è, naturalmente, l'opinione di una mototurista.

Partenza: Sarsina
Arrivo: Bagno di Romagna (San Piero in Bagno)
Altre località toccate: Verghereto, Verghereto, Bagno di Romagna,

Lunghezza: 75 KM
Durata: 03 ore 30 minuti

La voglia e la gioia di viaggiare in sella ad una motocicletta non svaniscono mai. Dopo centinaia di migliaia di chilometri percorsi, su qualsiasi fondo stradale, in qualsiasi condizione atmosferica, con ogni genere di moto, in ogni parte del mondo, gli stimoli necessari ad intraprendere nuovi itinerari solleticano senza indugio la fantasia ogni volta che spunta il desiderio di risvegliare la propria moto. Allora non esiste luogo al mondo che non valga la pena visitare, sia esso l'angolo più recondito del globo, come il giardino del vicino di casa.
È per questo che il mototurista continua a meravigliarsi di fronte ad ogni angolo di paradiso regalato da Madre Natura. È per questo che continua a ringraziare ogni "viandante" conosciuto lungo il percorso, per la preziosità dell'incontro. È per questo che continua ad assaporare il gusto della libertà, sulle "ali" della propria motocicletta, che si trasforma in perfetta compagna d'avventura.
Ogni motociclista affronterà il viaggio nella maniera che più lo coinvolge; in comitiva, da solo, in coppia. Resta una verità: il viaggio in motocicletta riesce sempre a destare straordinarie emozioni.
L'itinerario che copre la porzione più a sud della provincia di Forlì-Cesena, si presta particolarmente al mototurismo. Questo territorio offre uno splendido percorso da intraprendere nella maniera in cui solamente i motociclisti sanno affrontare. Assaporando appieno colori, sapori e odori lungo la strada, cercando sulla mappa le impercettibili linee che rappresentano le strade più isolate per protrarre più a lungo il piacere della guida. Regalandosi rasserenanti soste nei piccoli borghi dimenticati, come nella più sperduta tra le montagne.Tra storia e cultura.
Sarsina è la tappa di partenza del nostro percorso. La cittadina trae origini da un nucleo d'epoca Umbra. Conobbe i fasti migliori, quando, conquistata dai Romani, divenne Municipio e poté governare un vastissimo territorio.
È ovvio che una città di simili origini offre al turista innumerevoli luoghi e monumenti da visitare. A cominciare dalla Basilica, meta di pellegrinaggi tesi ad ottenere la benedizione con la "catena di San Vicinio". Il collare di ferro appartenne al primo vescovo della città, integerrimo esorcista, al quale furono attribuite guarigioni miracolose.
Il centro della cittadina è un museo a cielo aperto, dove fermarsi per una passeggiata archeologica che comprende i suggestivi scavi del foro romano.Per non dimenticare.
L'angusta stradina che porta a Tavolicci s'inerpica sui meravigliosi crinali delle montagne, fino a sfiorare il confine delle Marche. Da percorrere con cautela, seppur completamente asfaltata, è prediletta dai ciclisti che ne apprezzano difficoltà e panorami. Tavolicci è un piccolo borgo depositario di una terribile tragedia della seconda guerra mondiale. Qui, furono trucidati dalle forze belligeranti 64 civili in maggioranza donne, anziani e bambini in tenera età. Vedere la lapide affissa sul muro del museo "Casa dell'eccidio di Tavolicci" stende un velo di tristezza nel cuore. Una pausa di riflessione. Per non dimenticare.Sulla luna, andata e ritorno.
Proseguendo per il sentiero asfaltato, lungo il confine con le terre del Montefeltro, si giunge a Balze, il più alto paese dell'Appennino romagnolo, collocato alle falde di una poderosa parete formata da rupi di granito. Oltrepassato l'abitato, si torna su una strada più agevole che attraversa il Monte della Luna. L'affascinante toponimo è stato creato ad arte dagli abitanti del luogo. Il nastro d'asfalto s'insinua tra gigantesche sporgenze di roccia bianca e porosa che spuntano dal terreno, ai bordi della carreggiata. Un paesaggio davvero lunare.La foresta incantata.
L'ambiente che conduce alle sorgenti del fiume sacro agli antichi romani, sarebbe perfetto per una storia "fantasy".
La stradina si addentra nella millenaria foresta di faggi che ammanta il Monte Fumaiolo. Il sole filtra attraverso la fitta coltre delle chiome dei faggi. I raggi attraversano le fronde come lame di luce. Gli esili e lunghissimi tronchi, salgono fitti dal terreno. Il fondo asfaltato è reso viscido dalla rugiada che il sole non riesce ad asciugare a causa dell'intricato sottobosco. Attenzione, dunque, poiché umidità e foglie potrebbero giocare brutti scherzi all'aderenza dei pneumatici.Le sorgenti del Tevere.
Una piccola radura nel bosco, accoglie l'invitante chiosco colmo di prodotti tipici della zona. Formaggi, salumi, vini, tartufo e funghi. L'accesso al sentiero che conduce alle sorgenti del Tevere, è consentito solamente a piedi. La passeggiata di circa seicento metri, passa fra tronchi, radici, ciottoli e oltrepassa molteplici rivoli d'acqua.
Le sorgenti del Tevere sono sorvegliate da una stele monumentale così scolpita: "Qui nasce il fiume sacro ai destini di Roma".Uno specchio d'acqua invita al relax.
Lungo la via del rientro, uno specchio d'acqua limpida, invita ad una sosta rilassante.
È il lago di Acquapartita, che giace quieto tra i boschi di faggi del Monte Còmero. Alberghi e ristoranti abbracciano le sponde del laghetto, luogo ideale per la vacanza con aree attrezzate per la pesca, sentieri sotto i pregiati castagneti.

Si ringrazia Provincia di Forli Cesena - Ufficio turismo per la gentile concessione di testi e immagini

Per info su motoraduni MotogpRomagna.com

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