Il profumo, piacevolmente aromatico di un dono tanto raro quanto ambito, coinvolge i sensi. È il tartufo bianco pregiato di Dovadola. Indugiare nelle strade di Predappio, la città edificata nel 1925 secondo i canoni della scuola urbanistica e architettonica razionalista, è tappa obbligata. Per poi perdersi nel sapore deciso della carne di cinghiale, abbinata ad un sorso di vigoroso Sangiovese. Storia, natura e gusto. Un week end perfettamente equilibrato.
Partenza: Dovadola
Arrivo: Predappio
Altre località toccate:
Lunghezza: 14 KM
Durata: 2 giorni
Prodotti tipici autunnali
Lasciarsi coinvolgere dall'armonia di profumi, dai toni forti e speziati del tartufo bianco, considerato dagli antichi, il cibo degli dei.
Concedersi un bicchiere di Cagnina di Romagna D.O.C., dal color rosso violaceo e dal caratteristico odore del dopo fermentazione, impagabile se abbinata a castagne e marroni arrostiti o a ciambella casereccia. Assaggiare il morbido raviggiolo, dall'estrema freschezza e dolcezza, con caratteristiche note lattee e nocciolate.Da gustare tutto l'anno
Vista da lontano, Predappio Alta non è che un pugno di case addossato a uno sperone roccioso. Ma il turista curioso scoprirà un complesso di grotte scavate nella montagna che costituiscono la più estesa solfara romagnola. Proprio queste grotte restituiscono un autentico tesoro: il pecorino di grotta, un formaggio dal sapore deciso, piacevolmente saporito, senza per questo essere aggressivo o sgarbato. Un bicchiere colmo di Sangiovese lo accompagnerà degnamente. Perfetto anche il connubio del vino simbolo della Romagna con la sapida carne di cinghiale. Grazie al suo caratteristico retrogusto amarognolo e al suo sapore asciutto e armonico, il Sangiovese sottolinea ed esalta anche le caratteristiche naturali di una carne tanto saporita.
Cosa fare
Appassionati di storia? Amanti insaziabili dell'arte? A Dovadola, caratteristico borgo medievale segnato dal corso sinuoso del fiume Montone, troverete soddisfazione. Se invece preferite i luoghi suggestivi e quieti, un pellegrinaggio attraverso un'antica mulattiera alla volta dell'eremo di Montepaolo, è un'esperienza mistica tutta da vivere. Per completare l'opera, a Predappio e Predappio Alta potrete trascorrere una giornata intensa, avvolti nell'atmosfera rarefatta degli eventi storici che hanno segnato questi luoghi.Giorno 1
Arrivo a Dovadola, costellata di fortificazioni e torri d'avvistamento.
Visita all'unico fortilizio ancora ben conservato, la Rocca dei Conti Guidi, risalente al XII secolo.
Da vedere la cosiddetta Murata, il nucleo più antico della cittadina, sormontata dalla Torre dell'orologio.
Nelle vicinanze è possibile ammirare il settecentesco Oratorio di Sant'Antonio, che conserva le tele del pittore forlivese Giacomo Zampa.
Opzioni
Agli amanti dell'arte è consigliabile una visita alla Chiesa di Sant'Andrea, che conserva affreschi cinquecenteschi, e alla Fondazione Benedetta Bianchi Porro, che raccoglie sculture e opere pittoriche.
A 7 km da Dovadola è l'Eremo di Monte Paolo, dove sostò nel 1221 circa S. Antonio da Padova: visita alla chiesa dedicata al Santo.Giorno 2
Arrivo alla moderna Predappio, città natale di Benito Mussolini.
Visita alla chiesa dedicata a Sant'Antonio da Padova, sulla piazza principale.
Da vedere anche la chiesa di San Cassiano in Pennino, risalente al mille, addossata al Cimitero monumentale, nato per ospitare i familiari del duce.
A 230 metri di altitudine si trova Predappio Alta: da vedere il borgo medievale sorto attorno al castello.
Opzioni
Nelle immediate vicinanze è possibile osservare gli edifici celebrativi del potere fascista: la Casa del Fascio con a lato la torre littoria, la casa Baecker, il palazzo delle Poste.
Per gli amanti del vino, impossibile non visitare il "Museo del vino" presso la "Ca' de Sanzvés".Sagre
La terza e la quarta domenica di ottobre le vie di Dovadola sono invase da aromi e colori. Si celebra infatti la Fiera e Sagra del Tartufo che offre ad una gran folla di visitatori e raffinati buongustai il prezioso tubero.
A Predappio invece, protagonista indiscusso è il vino: la terza domenica di ottobre rivivono i modi tradizionali della produzione con la Sagra della mostatura, durante la quale viene effettuata la pigiatura dell'uva a piedi nudi proprio nella piazza. Ancora un elogio al vino, ma questa volta a quello "novello" con la Festa dei vignaioli, la terza domenica di novembre, in cui si potrà assaggiare il vino preparato in ottobre dal caratteristico sapore agro-dolce.
Si ringrazia Provincia di Forli Cesena - Ufficio turismo per la gentile concessione di testi e immagini