Strade da un millimetro Le strade descritte in questo itinerario non sono quelle percorse solitamente in automobile. Sono piuttosto, le secondarie. Quelle sottilissime linee bianche che sulla cartina sono larghe appena un millimetro e si distinguono a stento. Strade sinuose e strette, da percorrere con lentezza, ciondolando tra una curva e l'altra per gustare appieno le meraviglie del cuore verde della Romagna.
Partenza: Forlì
Arrivo: Cesenatico
Altre località toccate: Bertinoro, Roncofreddo,
Lunghezza: 83 KM
Durata: 04 ore
Pochi chilometri alla prima emozione.
Appena lasciata Forlì, la linea ondulata dell'orizzonte lascia intravedere la sagoma del borgo di Bertinoro. La strada fa già presagire dolci curve da assaporare. Appena la strada comincia a salire una natura rigogliosa fiancheggia il nastro d'asfalto. Ci si ritrova immersi in colline morbide e sinuose, filari, ulivi e giardini fioriti. Imboccata la provinciale SP65, una serie di divertenti curvoni apre la visuale al borgo medioevale di Bertinoro, arroccato di fronte. L'impatto è forte. Il fascino anche.Sempre più vicini al cielo.
La strada di ciottoli antichi si inerpica verso il centro. Bertinoro è aggrappato da millenni a questa meravigliosa terra. La piazza accoglie il mototurista in un'epoca remota. Stretti vialetti, il Palazzo con la torre dell'orologio, la Colonna dell'Ospitalità e una terrazza dalla quale pare di dominare l'intera regione. Si vede il mare e tutta la costa da Ravenna a Rimini, Forlì e Cesena. Uno spettacolo d'altri tempi. Molto romantico, di sera.Verso Collinello e verso il mare.
Proseguendo il viaggio ci si inoltra sempre più nella natura incontaminata. Pochi i centri abitati che s'incontrano sul tragitto. Casali ristrutturati, qualche villa e tante case di contadini, i veri protagonisti di questo territorio. Questa è la terra del Passator Cortese, brigante che rubava ai ricchi per dare ai poveri. Capita ancora di trovare sperduta per strada, qualche testimonianza d'affetto verso questo Robin Hood casereccio.
Lungo queste strade il mototurista riesce a godere di un senso di libertà e di pace. Un piacevole senso di distacco dalla realtà. Solo, immerso nella natura di cui ci si sente parte. Morbide colline a sinistra, il dolce declivio fino a scorgere il mare a destra e nessuno intorno. Il paradiso del mototurista.Fra calanchi e brulli rilievi.
Lasciato San Vittore alle spalle, il paesaggio cambia. Non più prati erbosi e morbide curve, bensì aspri pendii e tornanti a non finire. Di quelli a salire, stretti e ricurvi che impegnano anche il più navigato mototurista. Non rimarrete delusi. Anche se l'itinerario proposto non è eccessivamente lungo, vedrete che alla fine sarete lo stesso esausti. Esausti ma appagati.Ricchezze sepolte: la miniera di Montevecchio.
Lungo la strada, sulla sinistra, si nasconde proprio dopo una curva, il castello medievale di Montevecchio. La località non è nemmeno segnalata sulla mappa. Il piccolo castello dell'anno Mille è ora completamente restaurato. La struttura è privata, ma se il cancello d'accesso è aperto vale la pena chiedere di poter entrare. Il cortile interno con l'accesso alla ex chiesetta è delizioso. Da qui si domina la vallata del Savio fino a vedere le vele bianche del mare di Cervia. L'esistenza del borgo è legata più che mai alla terra di Romagna. Terra che dalle sue profondità donava lo zolfo: ricchezza e lavoro.Due perle tra i monti.
Sul lato sinistro della strada che sale verso Monte Codruzzo i colori della natura cambiano. I toni caldi della terra hanno il sopravvento sul verde della vegetazione. I calanchi lasciano affiorare l'argilla. Il paesaggio è lunare e così suggestivo proprio per questa singolare sterilità.
La strada termina improvvisamente. Giunti a Monte Codruzzo non si può proseguire. Non resta che parcheggiare la moto ed entrare a piedi nel centro. Senza troppa fatica. Il borgo è talmente piccolo che bastano veramente quattro passi. Del nucleo antico resta una piccola porta d'accesso e la piazzettina con la torre dell'orologio. Una perla incastonata tra i monti, minuscola ma preziosa. Dalla piazza si domina tutta la vallata del Savio. Un mare colline color smeraldo, calmo e placido. Viene voglia di fermarsi di più.
Per arrivare a Sorrivoli la strada è breve. Uno stretto tornante a salire sulla destra offre l'accesso all'interno del castello, dove si può arrivare con la moto.
Si passa sotto l'antica porta e si esce dal loggiato fino allo spiazzo, ideale per una sosta. La torre è veramente imponente. Sul retro, un vecchio pozzo porta ancora il peso del secchio. Reminiscenze di favole narrate la sera per addormentare i bambini.Dai monti al mare in un battibaleno.
Fino a Cesenatico le strade sono più larghe e dal fondo più regolare. Concedono più relax alla guida e maggior velocità. Ci si comincia a divertire nell'affrontare le curve. Vasti panorami accompagnano l'occhio del mototurista. La vista può spaziare fino all'azzurro della linea del mare. Sullo sfondo, la sottile sagoma del grattacielo di Cesenatico.
Se le colline hanno parlato al mototurista con il silenzio e l'intimità, il porto storico di Cesenatico saprà rallegrarlo con i colori, le voci allegre, i ristorantini tipici, le vecchie vele delle imbarcazioni, il profumo delle reti dei pescatori. Qui, ancora oggi si vende al pubblico il pesce pescato.
Non resta altro da fare che sedersi sul bordo della banchina. Magari sotto un pergolato illuminato a festa a godersi una buona cena a base di pesce, con sottofondo di sciabordio marino.
Si ringrazia Provincia di Forli Cesena - Ufficio turismo per la gentile concessione di testi e immagini