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Paradiso su due ruote nelle colline forlivesi

Questo percorso segue vie inesplorate, attraverso un territorio sconosciuto ai più. Territorio d'atavica bellezza, che può svelare il suo cuore in aspetti inattesi. Cuore di colline, declivi, fiumi, boschi, e straordinarie bellezze naturali. Il mototurista resterà stupito dai nastri d'asfalto immersi in panorami mozzafiato e sui quali non s'incrocia un'automobile nel raggio di chilometri. Le strade della prima parte di questo itinerario, sono quasi sentieri asfaltati che penetrano nel paesaggio collinare. Sottilissime strisce grigie sulle quali fare scorrere le ruote della motocicletta, immersi nel silenzio della natura. La seconda parte dell'itinerario, invece, si snoda su promontori più aspri. Le dolci colline lasciano il posto alle montagne boscose e lussureggianti. Le strade diventano più larghe, ma più tortuose, con tornanti che mettono alla prova l'abilità d'ogni pilota.

Partenza: Predappio
Arrivo: Civitella di Romagna
Altre località toccate: Meldola, Civitella di Romagna,

Lunghezza: 70 KM
Durata: 04 ore

Una strada rinomata nel mondo dei motori.
La strada che da Predappio porta a Rocca delle Caminate, è nota perché ogni anno vi si effettua una gara nazionale di rally in salita. Tre chilometri di curve, controcurve e secchi tornanti; la velocità non potrà quindi essere astronomica, tuttavia, il divertimento è assicurato grazie all'impegno che serve per affrontare questo tragitto.
Arrivati a destinazione sembrerà di aver guidato per almeno il doppio della distanza.
In cima, il castello medioevale, completamente restaurato da Benito Mussolini per farne la propria residenza estiva, domina la vallata del Rabbi.Borghi medievali narrano storie di cavalli e cavalieri.
Ad accogliere il mototurista al termine della strada proveniente da Rocca Delle Caminate, si erge l'imponente Rocca medioevale di Meldola. Oggi quasi completamente restaurata e riportata agli antichi fasti. La cittadina ospita il viandante sotto i portici antichi, che fiancheggiano la via principale d'accesso al centro storico. Luogo ideale per sedersi fuori dei locali a gustarsi una pausa, avvolti da un'atmosfera fantastica.Come moderni argonauti alla ricerca di se stessi.
Le strette stradine di questa prima parte di percorso, sembrano costruite apposta per disturbare la natura incontaminata che attraversano.
Il possente castello di Cusercoli da secoli si erge su di uno sperone roccioso a dominare la vallata. L'antica struttura si adagia sulla cinta muraria ancora ben conservata. Gli edifici si stringono entro le mura nel nucleo storico attraversato dall'antica strada, ancora acciottolata, compresa fra le due porte d'accesso.
Da Cusercoli a Civorio, un dedalo di vie poco segnalate sulla mappa, s'intrufola tra le rigogliose colline.
Il rombo dello scarico pare quasi infastidire la magia del paesaggio circostante. Se non ci si concentra sul road book, si corre il piacevole rischio di smarrirsi. Ad ogni incrocio una sorpresa. La Rocca di Giaggiolo e l'eremo di Petrella non compaiono sulla mappa. Eppure si materializzano, reali come la natura intorno ad essi. Da Voltre, proseguendo per due chilometri in direzione Giaggiolo, si raggiunge l'omonima rocca. Le sue maestose rovine, tra le quali un bastione ottagonale e tratti della cinta muraria, ci rimandano l'immagine del poderoso sito difensivo attorno a cui nacque l'attuale paese.
Tra Pieve di Rivoschio e Ranchio la strada si trasforma in sentiero. Via il manto di grigio asfalto. Qui restano solo terra e ghiaia sotto le ruote, a protestare contro il progresso che disturba la quiete di questa natura inviolata.
Un luogo perfetto per fermarsi a ritrovar la perduta sintonia con le origini della terra.
I resti imponenti del castello di Ranchio, hanno difeso nei secoli il borgo medievale, che conserva quasi integra la sua struttura urbanistica.Una strada nel bosco.
Civorio è un piccolo borgo montano, lontano anni luce dallo sfruttamento turistico. Legato alla terra e alle tradizioni si presenta al mototurista come meta ideale per una pausa gastronomica. Qui domina il re dei boschi, il "Signor" tartufo, spesso accompagnato da prelibati funghi freschi. La chiesetta azzurra dedicata a Sant'Apollinare in Classe, indugia al centro del borgo dal 1899, quasi ad accogliere le anime dei viandanti.
Da Civorio a Civitella di Romagna il paesaggio assume caratteristiche alpine. La foresta si alterna ad alpeggi dai prati sconfinati. Non di rado si possono incontrare mucche al pascolo che ostruiscono il passaggio e questi luoghi non hanno nulla da invidiare alle nostre belle Alpi. Tutto intorno, boschi di faggeti, castagni e aghifoglie. Le curve si addentrano nel fitto e umido sottobosco. La foresta inghiotte strada e motocicletta. Nel casco penetrano profumi di bacche, tartufo e funghi.
I secchi tornantini dalla sconvolgente pendenza sono famigerati tra i ciclisti della zona. Solo i più temerari e forti riescono nell'impresa di percorrere questa strada. Si narra che il mitico Pantani, durante i suoi allenamenti, percorresse fino a cinque volte nella stessa giornata questo tremendo percorso.Rientro nella civiltà.
Arrivati a Civitella di Romagna si rientra bruscamente alla civiltà. Rumori, traffico, vocii di passanti. Finalmente si può incontrare qualche sconosciuto a cui chiedere informazioni. Qualche nuovo amico con cui scambiare quattro chiacchiere, magari sui motori. Qualcuno a cui raccontare delle meraviglie appena scoperte in sella alla motocicletta, con cui compiacersi dell'immensa fortuna che forse non si rende conto di possedere.

Si ringrazia Provincia di Forli Cesena - Ufficio turismo per la gentile concessione di testi e immagini

Per info su motoraduni MotogpRomagna.com

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