Lunedì il governo Monti ha potuto approfittare di uno straordinario
assist giunto direttamente dal presidente della Cei Angelo Bagnasco che,
in apertura del Consiglio episcopale permanente d'inverno, ha
dichiarato: “Evadere le tasse è peccato. Per un soggetto religioso
questo è addirittura motivo di scandalo”.
Altra stampella importante, dunque, all’azione improntata
dall’esecutivo tecnico che, recentemente, ha dimostrato con più
operazioni (Cortina, Roma) di volersi giocare gran parte della sua
credibilità nel campo della lotta all’evasione fiscale.
Sul Titano l’evasione fiscale potrà anche essere considerata peccato,
ma di sicuro non un reato. Perlomeno fino al giorno in cui non si
prenderà atto di tale anomalia e si deciderà di correre ai ripari. Risalgono al 1996, infatti, gli interventi su alcuni articoli (316, 388, 389) del nostro Codice Penale, grazie ai quali, di fatto, si introduceva la depenalizzazione dell’evasione fiscale.
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