Adagiato sulle pendici riminesi, il Comune di Gemmano deve il suo nome a un’antica leggenda che narra di un soldato etrusco ucciso dai Romani mentre portava un anello alla fidanzata (gemma in mano).
Sui tre colli che dominano il territorio comunale furono costruiti nei secoli passati i castelli di Onferno, Marazzano e Gemmano, dei quali si sono conservati alcuni ruderi, in parte restaurati. Se i bombardamenti della Seconda guerra mondiale hanno distrutto buona parte delle antiche vestigia del borgo, nulla hanno potuto contro le rare bellezze naturali che si trovano in questo spicchio di Romagna.
Una perla eccezionale di Gemmano sono le Grotte di Onferno, un complesso carsico di notevole valore esplorato in modo completo per la prima volta nel 1916. Cunicoli, stanze e anfratti scavati da un fiumiciattolo sotterraneo si sviluppano per circa 750 metri, dando vita a un percorso spettacolare, che si può visitare ammirando anche una delle più numerose colonie italiane di pipistrelli che si trovano al suo interno. La leggenda vuole che Dante Alighieri, fuggendo da Firenze verso Ravenna, si sia rifugiato in queste grotte, diventate poi fonte d’ispirazione per un divino cantico.
All’uscita dalle grotte si apre il borgo di Onferno, un tempo vero e proprio castelletto rurale e oggi piccolo centro ricettivo e di ristorazione. Sempre ad Onferno si trova l’interessante Museo della Riserva naturale orientata, un museo naturalistico con finalità espositive e culturali-educative. Al suo interno vengono mostrate le caratteristiche vegetative, faunistiche e geologiche della grotta. Accanto a esso è possibile visitare un piccolo giardino botanico e il Centro Visita delle grotte, ricavato nell’antica Pieve di Santa Colomba. Da qui partono diversi percorsi ideali per il trekking, la mountain-bike e le escursioni a cavallo.