Piccolo e incantevole borgo a pochi chilometri dal mare, Saludecio si stende su un terreno collinare nella valle del fiume Conca.
Entrando in paese da Porta Marina, ingresso quattrocentesco rivolto verso l’Adriatico e cinto da mura malatestiane, vicoli e nobili vie conducono in piazza Beato Amato Ronconi, sul quale si affacciano il Palazzo Comunale, eretto nel XIX secolo sui resti dell’antica rocca medievale, l’elegante Chiesa di San Biagio e l’annesso Museo di Saludecio e del Beato Amato, al cui interno si trovano, accanto alle spoglie del beato, pregevoli opere d’arte seicentesche di Guido Cagnacci, del Centino e di Claudio Ridolfi.
Continuando lungo il cammino si incontrano una Torre civica di origine medievale, Palazzo Albini, appartenuto alla casata Delle Rovere e impreziosito da uno stupendo cortile rinascimentale con pozzo, la Chiesa dei Gerolomini, con interessanti opere settecentesche, e la quattrocentesca Porta Montanara, secondo ingresso del paese rivolto alla montagna.
Lungo il tragitto l’occhio è rapito dai numerosi muralese decorativi che sui muri e sulle facciate di vari edifici narrano le invenzioni dell’Ottocento. A questo secolo, durante il quale Saludecio si guadagnò l’appellativo di “capitale della Valconca” è dedicato anche l'Ottocento Festival, manifestazione che si svolge nella prima decade di agosto e durante la quale l’atmosfera dei tempi andati rivive grazie a balli, gendarmi, spettacoli, mercatini e musica dell’epoca. Poco distante da Saludecio, tracce significative di fortificazioni medievali si trovano nei piccoli borghi di Cerreto e Meleto.