Ai piedi del verdissimo Monte Pincio, l’antico borgo di Talamello sorge su un picco di roccia bagnato dal fiume Marecchia.
Da qui sono numerosi i sentieri che partono lungo le pendici della montagna, insinuandosi all’interno della pineta e del suo castagneto centenario, che insieme a paesaggi imperdibili offrono prelibati prodotti del sottobosco. Questo piccolo comune, diventato parte della Romagna solamente nell’estate del 2009, in seguito al passaggio dalla provincia di Pesaro Urbino a quella di Rimini, conserva alcuni monumenti e opere d’arte interessanti.
Tra questi vanno citati la bellissima fontana che impreziosisce la piazza centrale del paese e i pregevoli affreschi quattrocenteschi del pittore Antonio Alberti da Ferrara conservati nel cimitero locale, accanto al quale si trova una piccola chiesetta con pregevole crocefisso del Trecento attribuito alla scuola riminese.
Il patrimonio pittorico di Talamello si è arricchito nel 2002 con l’apertura del Museo Pinacoteca Gualtieri “Lo splendore del reale”, costituito da più di cinquanta tele che il pittore locale Fernado Gualtieri ha donato al Comune.
Il nome di Talamello è associato ad alcune sagre locali particolarmente apprezzate dai buongustai: a ottobre va in scena la Fiera delle Castagne della Valmarecchia, mentre in novembre a diventare protagonista è il formaggio di fossa, qui nota come Ambra di Talamello.
Nei dintorni, in località Campiano, due depositi di polvere da sparo a forma ottogonale, risalenti al XIX e al XX secolo sono sopravvissuti al termine della produzione e rappresentano una rarità.