A venti chilometri da Rimini, ma ancora nel territorio provinciale di Forlì-Cesena, Borghi con le sue frazioni è una sorta di terra di frontiera, facilmente raggiungibile salendo le prime colline che si dipanano lasciando la via Emilia all’altezza di Savignano sul Rubicone.
Siamo nel territorio attraversato dal famoso fiume che segnò il destino di Giulio Cesare, il Rubicone. Il comune comprende cinque località – San Giovanni in Galilea, Converseto, Poggio de’ Borghi, Calbana e Raggiano – situate a pochissima distanza l’una dall’altra e un tempo indipendenti.
Del castello situato in via del Poggio, che fu possedimento dei Malatesta, oggi rimangono alcune mura e due torrioni, recentemente restaurati, mentre non resta traccia della rocca e neppure della porta d’ingresso al borgo fortificato che in tempi più recenti ospitò anche un orologio, abbattuta durante gli anni della Seconda guerra mondiale.
Prima di entrare nel paese, arrivando da Savignano sul Rubicone, si trova la Chiesa di Santa Croce, edificata intorno al 1144, ma sottoposta a vari interventi di recupero tra Cinquecento e Seicento. Poco distante si può ammirare, sull’antica cisterna del castello malatestiano, una loggetta del primo Ottocento ben conservata.
A Borghi ogni anno a maggio una sagra festeggia il bustreng dolce della tradizione dalla ricetta un po’ misteriosa, rivisitato secondo ciò che forniva la dispensa. Salendo verso lo sperone di roccia su cui è abbarbicato San Giovanni in Galilea, si apre uno spettacolare panorama che spazia fino al Montefeltro.
All’interno di questo borgo medievale si trovano i resti di un’antica pieve del VI secolo e il torrione centrale dell’antico castello. Qui ha sede il Museo Renzi, dove sono esposti numerosi reperti suddivisi in una sezione preistorica e naturalistica, una romana e una medievale e moderna, accanto a una raccolta di litografie, stampe, carte geografiche e quadri che vanno dal XVI al XIX secolo.
Borgo che vai sagra che trovi: non fa eccezione San Giovanni in Galilea dove nella domenica in Albis, ovvero nell’ottava di Pasqua, si festeggia con stand gastronomici e varie ricette, il raperonzolo.
Salendo l’alta valle dell’Uso, nel piccolo centro di Masrola, un’interessante collezione di macchinari e attrezzi impiegati nel passato in agricoltura e nell’artigianato è custodita nel Museo della Civiltà Contadina, accanto a mobili e oggetti tradizionali di uso comune.