Situato nella zona dell’Appennino tosco-romagnolo, lungo il fiume Montone, il piccolo Comune di Dovadola è stato fino al secondo decennio del Novecento terra fiorentina.
A dominare il borgo dall’aspetto tipicamente medievale è la Rocca dei Conti Guidi, risalente al XII secolo, di cui oggi resta una torre alta sei piani a sezione quadrata. Ai suoi piedi si estende l’antica murata cittadina, fortificazione fiorentina, con la caratteristica Torre dell’Orologio.
Sempre nella zona vecchia del paese si trova l’oratorio di San Gennario in Sant’Antonio, dove sono custodite interessanti testimonianze di pittura del Seicento. Entrando nella zona più moderna del paese si incontra l'Abbazia di Sant’Andrea, fondata dai cluniacensi, perfetto esempio di commistione tra architettura medievale e rinascimentale. Ricca di dipinti di scuola bolognese e romagnola, conserva oggi le spoglie di Benedetta Bianca Porro, martire cristiana della sofferenza.
Per chi apprezza i panorami suggestivi, ideali per escursioni e camminate sono le vicine alture di Montepaolo, sulle quali in una zona verdeggiante e solitaria sorge un Eremo Santuario, a cui si arriva percorrendo il “Sentiero della Speranza”. Qui a Dovadola soggiornò Sant’Antonio da Padova tra il 1221 e il 1222, restando per nove mesi in ritiro spirituale all’interno di una grotta.
Per gli amanti della buona tavola Dovadola è sinonimo di tartufo bianco, rinomato prodotto tipico al quale è dedicata una sagra nel mese di ottobre.