Nell’alta valle del Bidente, al centro di un terrazzo fluviale, si trova il Comune di Galeata.
All’entrata del paese, prima di giungere alle antiche botteghe del centro storico, si incontra la Chiesa di San Pietro in Bosco, di impianto neogotico ma risalente al IV secolo, dove sono conservate pregevoli opere di scuola toscana del Seicento.
Proseguendo si trova il Palazzo del Podestà con lo stemma del leone, sorto nel Quattrocento ma ricostruito nel 1636, e sovrastato dall’imponente mole della Torre Civica, sulla quale campeggia un orologio seicentesco. Fa parte del territorio comunale la frazione di Borgo Pianetto, in cui si trova la bella Chiesa di Santa Maria dei Miracoli, eretta nel 1497 in seguito a una miracolosa apparizione della Madonna. Accanto alla chiesa sorge il Convento dei Minori Conventuali, abbandonato durante l’invasione delle truppe napoleoniche e oggi sede del museo archeologico.
Tra Galeata e Pianetto si trova l’area archeologica di Mevaniola sito dove sono stati ritrovati i resti di un impianto termale, di un teatro e di una villa attribuita al re dei Goti Teodorico. Opere e manufatti provenienti dagli scavi si Mevanìola, tra cui una chiave votiva romana databile al I secolo a.C., sono custoditi nell’affascinante Museo civico Monsignor Domenico Mambrini, insieme ad altri materiali un tempo parte dell’abbazia di Sant’Ellero.
Quest’ultimo edificio, edificato dai Romani all’indomani della caduta dell’Impero d’Occidente, si trova a poca distanza dall’abitato di Galeata e racchiude tra le proprie mura passaggi importanti della storia del territorio circostante. I suoi straordinari capitelli a forma di sirena e i fregi decorati in facciata impreziosiscono l’esterno dell’abbazia, mentre al suo interno vi è ancora oggi l’urna che conteneva le spoglie di Sant’Ellero.