Il Comune di Sarsina si trova nella media valle del Savio, facilmente raggiungibile dalla pianura con la superstrada E 45.
La storia di Sarsina affonda le radici nel quarto secolo a. C. ed è legata al commediografo latino Tito Maccio Plauto, che qui ebbe i natali intorno al 250 a. C. A Plauto è dedicata la piazza principale e il Plautus Festival, prestigioso Festival di teatro, appuntamento di rilievo nazionale per le recite classiche, allestito nella suggestiva Arena Platina all’aperto tra i monti, ai piedi del borgo medioevale di Calbano. Sempre in omaggio al commediografo sarsinate si ricordano le Lecturae Plautinae Sarsinates, Seminario Internazionale di studi plautini che vede ogni anno riuniti a Sarsina i maggiori studiosi a livello mondiale
La storia dell’antica “Sassina” è raccolta nel Museo archeologico nazionale unicum imperdibile per i reperti custoditi, provenienti per la maggior parte dalla necropoli romana di Pian di Bezzo. In particolare steli funerarie, epigrafi, mausolei (ricordiamo il monumento funebre di Rufus, che costituisce una delle maggiori attrattive del museo e di eccezionale interesse il grande mosaico pavimentale policromo detto del "Trionfo di Dioniso).
Alla sua storia romana a luglio Sarsina dedica una festa tornando ad "indossare" gli abiti degli antichi romani e tutto il centro storico viene addobbato con colonne, capitelli, statue, bracieri, carri e gente in costume romano.
Tra i monumenti più importanti spicca la basilica cattedrale intitolata a San Vicinio, che nel 2008 ha festeggiato il suo primo millenario e domina piazza Plauto con un grande campanile in stile bizantino. L’ambone in marmo del XII secolo e un fonte battesimale con teste di ariete angolari sono solo due delle stupende opere custodite nella cattedrale nota anche per la particolare devozione nei confronti di San Vicinio, le cui proprietà taumaturgiche, in grado di scacciare il maligno, vengono oggi riconosciute al collare appartenuto al patrono.
La Festa di San Vicinio in agosto vede migliaia di pellegrini giungere a Sarsina per farsi imporre il collare ritenuto miracoloso e partecipare alla solenne processione con la statua del Santo lungo le vie della città.
Nei locali appartenuti al Vescovado si trova oggi il Museo diocesano di arte sacra, con un’interessante collezione di campane provenienti da chiese che si trovano nei dintorni, datate a partire dal XIV secolo. Tra le iniziative si ricorda la sagra della pagnotta tipico dolce di Sarsina che un tempo s'identificava con la stessa festività pasquale ed allietava anche la tavola dei più poveri.