Nella valle del Lamone l’antico borgo medievale di Brisighella è incorniciato da pinnacoli rocciosi, boschi rigogliosi e colli famosi per i loro ottimi vini e per la coltivazione dell’ulivo che ha nel Brisighello, certificato Dop, il suo migliore biglietto da visita.
Il paesaggio da cartolina e le sue acque minerali sulfuree e salsobromodiche, impiegate nel locale complesso termale, rendono Brisighella una meta turistica molto frequentata da chi è in cerca di una vacanza rilassante e a contatto con la natura.
All’entrata del paese si trova il Parco delle Rimembranze con la grande fontana “della Palla” e il “Fante che dorme”. Da qui stradine tortuose partono in direzione del centro, dove si trovano il palazzo comunale e la famosa via degli Asini, un passaggio sopraelevato, coperto e caratterizzato da archi di diversa dimensione usato in passato come corridoio difensivo protetto alle spalle dal colle.
Sul secondo dei tre colli sui quali si sviluppa Brisighella si erge la Rocca Veneziana fatta costruire dai Manfredi, signori di Faenza nel XIV secolo. Più antica è invece la Torre dell’Orologio, baluardo difensivo risalente al 1290 che oggi ospita il Museo del Tempo, singolare esposizione sul concetto del tempo così come viene rappresentato nelle diverse filosofie e religioni.
Tra i luoghi da visitare va segnalata la Chiesa Collegiata dedicata a San Michele, di grandissimo interesse artistico per il suo portale in bronzo e una magnifica tavola del pittore forlivese Marco Palmezzano (XVI secolo). Un’altra bella tavola si trova nella Chiesa dell’Osservanza, situata lungo la strada che porta a Firenze.
Sul terzo colle di Brisighella si erge il Santuario del Monticino, costruito sul gesso nel Settecento e dal quale si può godere una splendida veduta del borgo e dell’intera valle del Lamone. Nel museo civico “Giuseppe Ugonia”, infine, sono raccolte opere del litografo vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento, insieme a tele del Guercino e di Nicolò Paganelli, terracotte policrome, ceramiche settecentesche e preziosi manufatti di oreficeria locale.
Uscendo dal paese, a circa un chilometro di distanza si incontra la Pieve di san Giovanni in Ottavo, conosciuta come Pieve del Tho ed edificata probabilmente tra l’VIII e il X secolo. In stile romanico, presenta un interno di grande suggestione, con numerosi elementi architettonici di età romana usati con funzioni diverse da quelle.
Meta di escursioni sono il Parco del Carnè con il suo paesaggio tipicamente carsico che rappresenta uno degli angoli più belli della Vena del Gesso romagnola, la cui formazione geologica risale all'età messiniana (6,5 - 5,5 milioni di anni fa) e dove si trovano quasi duecento grotte: di queste la Tana del Re Tiberio (attualmente chiusa per lavori) - presso Borgo Rivola - e la Grotta Tanaccia - non lontana da Brisighella - sono forse le più importanti, anche per essere state frequentate fin dall'epoca preistorica.
A Brisighella sono numerose le manifestazioni e le iniziative che invitano a una visita. L’appuntamento più noto che attira ogni anno migliaia di visitatori sono le Feste Medioevali brisighellesi. Appuntamenti golosi da non perdere sono nelle domeniche di novembre Le delizie del porcello, festa che ripropone l'antico rito con l'uccisione del maiale e la lavorazione della carne da parte di abilissimi norcini, la sagra della pera volpina, che ha contribuito alla riscoperta di questo frutto dimenticato, altra domenica è dedicata al tartufo e l’ultima sagra celebra l’olio extra vergine, il "Brisighello".