Sulla riva sinistra del fiume Senio, a venticinque chilometri da Ravenna, il Comune di Cotignola è oggi un polo attrattivo vivace con attività produttive specializzate.
Il suo nome è legato a una delle casate più note e potenti del Rinascimento, gli Sforza: da qui infatti partì l’avventura militare del capitano Muzio Attendolo detto Sforza, capostipite della famiglia.
L’attuale città ha saputo rinascere negli ultimi decenni dopo le terribili distruzioni subite durante la Seconda guerra mondiale. Il solo monumento che ha saputo resistere ai bombardamenti è il convento dei Minori Osservanti, risalente al XV secolo e situato in via San Francesco. All’interno della chiesa è conservato in una teca il corpo del beato Antonio Bonfadini, predicatore ferrarese che di ritorno dalla Terra Santa si fermò a Cotignola, dove morì nel 1482. Si possono ammirare anche diversi dipinti di pittori cotignolesi, tra i quali si distinguono una lunetta di Bernardino e Francesco Zaganelli e una Pietà di Girolamo Marchesi.
A fianco della chiesa si trova la cappella degli Sforza, dedicata a Santa Maria degli Angeli e nella quale sono accolte le spoglie di molti componenti della famiglia Sforza. Nella Chiesa di Santo Stefano Protomartiere, in corso Sforza, è ospitato il sepolcro dell’arcivescovo di Dubrovnick Rinaldo Graziani, scolpito dal faentino Pietro Barilotto nel Seicento.
Camminando lungo le vie della città, merita attenzione Palazzo Sforza, edificato nel 1376 dal capostipite della famiglia, distrutto nell’ultimo conflitto bellico e rinato negli anni Sessanta secondo la struttura originale. Nel loggiato della biblioteca comunale si può ammirare la stele di Caio Vario, datata tra il 30 e il 40 d.C.