A metà strada tra Imola e Forlì, Fanza è celebre in tutto al mondo per le sue magnifiche ceramiche.
Il suo centro storico è un piccolo gioiello, con numerosi palazzi ed edifici di gran pregio concentrati principalmente in Piazza del Popolo e in Piazza della Libertà. Nella prima, delimitata da due ali scenografiche a doppio ordine, si trovano i medievali Palazzo del Podestà, oggi sede culturale polivalente, e Palazzo del Municipio: attraverso quest’ultimo, già reggia dei Manfredi, si accede alla Corte della Molinella, sulla quale si affaccia il Teatro Masini, uno dei più bei teatri italiani.
In Piazza della Libertà si può ammirare la splendida cattedrale del XV secolo disegnata da Giuliano da Maiano, una delle più elevate espressioni dell’arte rinascimentale presenti in Romagna, con a fianco la fontana realizzata nel XVII secolo su progetto di Paganelli e la seicentesca Torre Civica, ricostruita nel secondo dopoguerra, che introduce all’altra piazza.
Particolarmente rilevante è la presenza di una biblioteca comunale di origine napoleonica nella quale sono conservati 400.000 volumi, alcuni dei quali provenienti da nobili famiglie e corporazioni religiose. Tra i luoghi più interessanti della città vanno annoverati la Pinacoteca comunale, che offre un’ampia panoramica della produzione artistica faentina e italiana dal Duecento all’Ottocento, e il Palazzo Milzetti, considerato a ragione una delle più importanti espressioni architettoniche del Neoclassicismo italiano.
Dulcis in fundo, è doverosa una visita al Museo internazionale delle Ceramiche, che presenta la produzione ceramica antica e moderna di Faenza, di tutte le regioni italiane e di numerosi paesi stranieri. La sezione più affascinante è ovviamente quella di casa, dove si susseguono capolavori che vanno dall’epoca romana fino a oggi. Interessanti sono anche le sperimentazioni di ceramica moderna firmate da Matisse, Picasso, Chagall e altri grandi protagonisti dell’Arte.
Da non perdere anche la vista al Giardino Botanico – annesso al Museo Civico si Scienze Naturali – che conserva più di 170 specie di piante spontanee presenti in Romagna e al Parco Bucci, con i suoi 8 ettari di ondulazioni, prati verdi e zone d’acqua.
Tra le manifestazioni legate alla tradizione si ricorda su tutte il Palio del Niballo, spettacolare torneo tra cinque cavalieri dei rioni cittadini, che nel mese di giugno rievoca i fasti e le lotte della Faenza dell’epoca dei Manfredi. E la Not de bisò a gennaio per salutare l’anno nuovo con un corroborante vin brulè, il bisò appunto.
Nei dintorni di Faenza si propone la visita a Oriolo dei Fichi, con la sua la Torre esagonale a “doppio puntone” costruita nel 1476 dai Manfredi o allungandosi un poco alla Vena del gesso.