Tra i principali centri della Romagna, con un’economia florida legata all’agricoltura, il Comune di Lugo si trova nell’ampia pianura alluvionale che circonda Ravenna, lungo la strada statale che prosegue in direzione di Bologna.
Il suo centro storico, di notevole interesse, e l’impianto urbanistico risalgono prevalentemente al XVIII secolo, periodo durante il quale la città fu caratterizzata da fermenti culturali e floridezza economica.
Più antico è il monumento principale di Lugo, la Rocca estense, il cui aspetto attuale risale alla fine del Cinquecento e che oggi ospita la residenza municipale. Qui merita una visita il giardino pensile. Di fianco alla rocca si staglia il Monumento a Francesco Baracca (1936), asso dell’aviazione italiana durante la Grande Guerra, a cui la città natale ha dedicato l’omonimo Museo.
Bellissimo esempio di architettura civile settecentesca è il Pavaglione: imponente quadriporto costruito a partire dal 1771, anticipa concezioni urbanistiche moderne e ospita ancora oggi varie botteghe a pochi passi da dove si svolgeva un tempo il mercato dei bozzoli da seta.
Sul lato ovest del Pavaglione sorge il Teatro Rossini nel quale si svolgono spettacoli di prosa, concerti e una stagione lirica di prestigio internazionale. Edificato tra il 1757 e il 1759 dall’architetto Francesco Petrocchi, fu completato nel 1761 da Antonio Galli Bibiena. Considerato il prototipo del teatro all’italiana, nel 1859 fu intitolato a Gioacchino Rossini. Il grande musicista, nato a Pesaro da padre lughese, ricevette la sua prima educazione musicale dai canonici Malerbi proprio a Lugo, dove la sua famiglia si era trasferita nel 1802. Casa Rossini, in via Giacomo Rocca 14, e Villa Malerbi, sono due interessanti mete dell’itinerario rossiniano.
Nel settecentesco Palazzo Trisi è ospitata la biblioteca civica, dove sono custoditi preziosi manoscritti, incunaboli e cinquecentine. Tra gli edifici religiosi di maggior pregio spicca la Chiesa del Carmine, nella quale sono conservati gli organi Callido e Gatti usati da Gioacchino Rossi durante le innumerevoli esercitazioni a partire dal 1802, quando si trasferì qui dalla natia Pesaro all’età di dieci anni.
Al grande compositore è dedicato un interessante itinerario, che passa anche dalla casa in cui dimorò. Dipinti di Ignazio Stern si possono ammirare invece nelle chiese di Sant’Onofrio e del Suffragio, mentre la Colleggiata realizzata da Cosimo Morelli presenta un bellissimo chiostro quattrocentesco.