A sedici chilometri da Ravenna, il Comune di Russi si trova lungo la linea ferroviaria che porta a Ravenna.
Nonostante il suo passato bimillenario, del quale sono rimaste alcune tracce interessanti, ha una fisionomia in gran parte settecentesca, a causa della profonda ricostruzione che prese il via dopo il terribile terremoto che colpì la Romagna nel 1688.
Entrando in paese, nella centrale Piazza Farini si incontra la Chiesa di Sant’Apollinare, anch’essa riedificata nel XVIII secolo e con una pregevole Crocifissione attribuita alla scuola di Melozzo da Forlì.
L’età medievale è raccontata dal mastio e dai due torrioni della Rocca trecentesca legata a Guido da Polenta, che oggi ospita il museo civico e a fianco della quale si trova il Palazzo Comunale.
Un piccolo museo interessante, che ha sede in via D’Azeglio, custodisce una singolare raccolta di campane e di ceramica rustica romagnola, mentre nelle vicinanze altri due luoghi che meritano una visita sono la settecentesca Chiesa di Santa Maria dei Servi e la Porta Nuova a cui si arriva camminando lungo corso Farini.
Il tempo corre indietro di svariati secoli se si giunge al sito archeologico della Villa Romana, in via Fiumazzo, a due chilometri dal centro storico. Grazie agli scavi iniziati nel 1938 sono emersi un grande complesso residenziale e produttivo edificato in età augustea e attivo fino al IV secolo e mosaici pavimentali di notevole bellezza, oltre a costruzioni lignee, pitture parietali e varie suppellettili, che sono stati portate al museo civico.
Un grande bosco igrofilo circonda la villa. Proseguendo lungo via Fiumazzo si arriva a Palazzo San Giacomo, imponente edificio in cui sono custoditi affreschi a tema mitologico e allegorico, di gran lunga il più vasto ciclo pittorico del Seicento presente in Romagna.
Spingendosi fino alla frazione di Godo si possono ammirare la Pieve di Santo Stefano in Ieguro (VIII secolo) e il Museo dell’arredo contemporaneo, mentre a San Pancrazio si trovano il Museo della vita contadina in Romagna e una pieve risalente all’Alto Medio Evo.
A Russi si tiene ogni anno il Festival internazionale del folclore con canti, balli e musiche tradizionali eseguiti da gruppi folcloristici, ma l’appuntamento più amato è la Fìra di sètt dulùr tradizionale sagra che risale al 1600 con musica, mostre, luna park, spettacoli pirotecnici e ottime specialità gastronomiche, tra cui il tradizionale "bél e còt" insaccato che si produce con carne muscolosa di maiale e cotica magari insieme ad un bicchiere di canena.