Nella punta sud-occidentale della provincia di Ravenna, tra i fiumi Santerno e Senio, il Comune di Solarolo è immerso in una campagna ricca, generosa e baciata dal sole, così come suggerisce il suo stesso nome derivante dal latino “solarium”.
Del suo passato sono ancora ben riconoscibili l’antica centuriazione iniziata alla fine del II secolo e i resti delle ville rurali con marmi, intonaci dipinti e decorazioni architettoniche in cotto.
Le mura, realizzate nella seconda metà del Quattrocento per volere dei Manfredi di Faenza, hanno mantenuto la loro struttura originaria con scarpa, cordolo e archi di rinforzo alla base, mentre l’attuale Porta del Castello, chiamata anche “Porta Vecchia” o “di Ponente” è una ricostruzione risalente al secondo dopoguerra ma fedele al disegno di quella edificata in origine, della quale conserva tuttora lo stemma della casata Este-Gonzaga messovi nel Cinquecento.
Spostandosi un chilometro al di fuori dal centro abitato, si incontra il Santuario della Beata Vergine della Salute, dov’è conservata una bellissima immagine in ceramica della Madonna, accanto a una grande quantità di ex voto.
A Solarolo tra le attività artigianali di particolare pregio ricordiamo la produzione del "Macramè di Solarolo", tradizionale pizzo con frange che qui viene prodotto con una finitura particolare. Mentre sul versante dei prodotti della tradizione va citata la sagra del sabadò dolce tipico di queste terre che si tiene in novembre.