Fra i più pregiati e conosciuti in Italia e all’estero, il Marrone di Castel del Rio cresce nei boschi della Valle del Santerno, dove già nel diciassettesimo secolo veniva tutelato attraverso un’apposita legislazione.
Si differenzia dalla più comune castagna per la forma oblunga, la maggiore grossezza, la buccia bruna facilmente asportabile, ma soprattutto per la qualità della polpa fine dal sapore intenso e dolce, straordinaria nella cottura.
Prodotto genuino e prelibato, diventa protagonista di numerosi piatti della tradizione, che portano in tavola gli irresistibili aromi del sottobosco romagnolo.
- la ricetta -
Minestra di castagne come si usava fare nella montagna romagnola
proposta dalla Locanda al Gambero Rosso (S. Piero in Bagno FC)
Ingredienti:
- 1 Kg castagne secche (possibilmente di Castel del Rio)
- 400 gr di patate
- 50 gr di pancetta
- 1 cipolla
- rosmarino e alloro
- 1 cucchiaio di concentrato
- sale e pepe
Preparazione:
In una casseruola fare rosolare la cipolla tritata con erbe aromatiche (mazzetto di rosmarino e alloro). Tritare la pancetta e aggiungerla dopo che la cipolla incomincia a imbiondire. Dosare di sale e pepe.
Aggiungere patate, castagne e acqua lasciando bollire per oltre un’ora, aggiungendo opportunamente l’acqua necessaria, fino a quando le castagne non si saranno intenerite al punto giusto.
Servire col ramaiolo in tazze di coccio.
Oggi si può frullare il tutto col mixer avendo prima cura di prelevare un certo quantitativo di castagne intere che andranno riaggiunte dopo aver terminato la frullatura.
(tratta da La Romagna da Bere ed. 2005/06)