Bandiera della tradizione culinaria romagnola in tutto il mondo, la piadina (anche piada o pié) è una schiacciata tenera e friabile, composta da farina, acqua, sale e, a seconda dei luoghi, anche altri ingredienti.
Tirata con il matterello e cotta sul testo, una teglia di terracotta dall’orlo basso, assume l’aspetto inconfondibile di luna piatta, con leggeri crateri di bruno prodotti dagli ardori del fuoco.
Preparata fin dati tempi dei romani, nei secoli la piadina è stata protagonista di importanti evoluzioni e di varianti territoriali, senza perdere mai i suoi tratti originali di alimento semplice e generoso, simbolo della tradizione contadina e della gaia ospitalità della Romagna.
Ancora oggi da Imola a Rimini sono numerose le varianti locali – nella forma, negli ingredienti e nella leggerezza – della regina di Romagna, preparata di città in città seguendo le ricette consolidate nelle tradizioni locali e ottima da gustare sia da sola sia accompagnata a salumi, formaggi, erbe e altre prelibatezze regionali, accanto a un immancabile bicchiere di vino.
- la ricetta -
Piadina primavera
proposta dalla Caffetteria Intervallo (Cesena)
Ingredienti:
- farina bianca 500g
- strutto 60g
- lievito di birra 15g
- miele 2 cucchiai
- squaquerone di Romagna 400g
- cipollotto 1
- zucchine 3
- burro 30g
- sale, pepe
Preparazione:
Preparare l’impasto della piadina con farina strutto, lievito di birra sciolto in acqua tiepida, il miele, un pizzico di sale. Impastare fino a ottenere un composto di giusta consistenza. Avvolgere l’impasto in un canovaccio e lasciarlo riposare in un luogo tiepido per 30 minuti circa.
Nel frattempo tagliare fini le zucchine e il cipollotto e fare rosolare per qualche minuto con il burro, insaporire con il sale e il pepe, lasciare poi raffreddare.
Stendere l’impasto della piadina con il matterello e cuocere in una teglia.
Farcire la piadina con lo squaquerone di Romagna, le zucchine e il cipollotto.
(tratta da La Romagna da Bere ed. 2005/06)