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Torna a Rimini Doc in Tour

Torna alla Cineteca di Rimini, dal 12 aprile, “Doc in Tour”, l’iniziativa regionale per la promozione del documentario nel circuito delle sale d’essai: 6 appuntamenti, sempre di lunedì (ore 21, ingresso a 3 euro), con il cinema del reale: un genere in presa diretta e che, rispetto alla produzione nostrana di film di finzione, mostra una maggiore urgenza e una più spregiudicata ricerca linguistica. Una vitalità, questa, e una qualità, quella di una nuova leva di autori italiani, confermate all'ultimo festival di Torino dove ha trionfato, per la prima volta nella sua storia, proprio un documentario, La bocca del lupo di Pietro Marcello. E di questa ondata emergente di documentaristi, la rassegna in cartellone vuole offrire una selezione significativa, alternando registi affermati (come Stefano Consiglio, Vittorio Moroni e Andrea Segre) con altri al loro esordio, ma già di forte personalità (come Stefano Savona, Luciano D’Onofrio, Monica Affatato, Lorenza Le Moli, Elisa Fuksas, Francesca Muci).  

A LA VOCE STRATOS  di Luciano D’Onofrio e Monica Affetato, per l’appunto lunedì 12 aprile (ore 21), è affidata l’apertura: il ricordo, a trent’anni dalla morte, di Demetrio Stratos, uno degli interpreti più originali della scena artistica italiana della seconda metà del secolo scorso: anima (e corpo) prima dei Ribelli, poi degli Area. Uno sperimentatore colto e raffinato, capace di attraversare e contaminare i diversi generi musicali (dal jazz al rock, dal pop all’elettronica). Intorno al mistero (e alla magia) della sua voce, il documentario tratteggia un  profilo che è insieme esistenziale e generazionale.   

Un viaggio in mezzo agli scempi urbanistici (e sociali) delle borgate romane è quello intrapreso da Andrea Segre in MAGARI LE COSE CAMBIANO in programma lunedì 19 aprile (ore 21). Già autore di Come un uomo sulla terra, sull’ignominiosa situazione dei clandestini nelle carceri libiche, Segre racconta, sostenuto dalla fotografia di Luca Bigazzi, di un’altra emigrazione, quella interna, dal centro alla periferia, tra quartieri senza più identità né relazioni come Ponte di Nona, oltre il raccordo anulare, dove tra gli abitanti, di vecchio e nuovo insediamento, convivono rabbia, memoria, nostalgia, disillusione e indignazione.

Lunedì 26 aprile (ore 21)
notizie dal fronte con PIOMBO FUSO di Stefano Savona, unico regista occidentale presente nella Striscia di Gaza durante l’offensiva dell’esercito israeliano all’inizio di gennaio dello scorso anno: un diario filmato unico e sconvolgente, premiato al festival di Locarno, che accorda l’urgenza della testimonianza in tempo reale con l’accuratezza del racconto cinematografico.

Tre sono gli episodi che compongono L’ITALIA DEL NOSTRO SCONTENTO di Lorenza Le Moli, Elisa Fuksas e Francesca Muci, in cartellone lunedì 3 maggio (ore 21): una ricognizione (amara) sullo stato del nostro paese, che si concentra in particolare sull’emergenza ambientale, la (dis)affezione politica  e il disorientamento delle generazioni più giovani. Un malessere bipartisan, che attraversa (e accomuna) classi sociali, orientamenti ideologici e divisioni territoriali.

Penultimo appuntamento, lunedì 10 maggio (ore 21), con il realismo poetico di EVA E ADAMO di Vittorio Moroni, già autore del pluripremiato Le ferie di Licu: tre storie d’amore raccontate da tre donne diverse per età, formazione e condizione economica, ma unite da scelte scandalose (per molti) e radicali; tre confessioni intime e dolorose di chi è in lotta quotidiana contro pregiudizi e conformismi.

Infine, lunedì 17 maggio (ore 21), in occasione della Giornata mondiale contro l’omofobia, in programma AMORE E BASTA di Stefano Consiglio: un’inchiesta, sulle orme di Cesare Zavattini e Pier Paolo Pasolini, intorno al tema dell’amore gay e lesbico; un on the road per l’Europa per raccontare la normalità (e la semplicità) degli affetti omosessuali. Interverrà il regista.            
 
A introdurre i primi quattro appuntamenti, gli episodi di BRUSTULEIN – CINEMA DA SGRANOCCHIARE di Davide Rizzo: schegge, di due minuti l'una, di vita vissuta nel buio della sale cinematografiche bolognesi: aneddoti, ricordi e leggende di chi ha cominciato ad andare al cinema nel secondo dopoguerra.

“Doc in Tour – Documentari in Emilia Romagna”
è promossa da Regione Emilia-Romagna, FICE Emilia-Romagna, Cineteca di Bologna – Progetto Fronte del pubblico,  e D.E.-R. (Associazione dei documentaristi emiliano-romagnoli).

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