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Sfida sui tasti alla Sagra Malatestiana di Rimini

18/09/2010 - 18/09/2010

Alla Sagra Musicale Malatestiana di Rimini torna la "sfida sui tasti". Protagonista dell'appuntamento, in programma sabato 18 settembre 2010, alle 20, sarà Francesco Libetta, pianista riconosciuto per il suo talento da virtuoso tanto da essere recentemente inserito dalla Marston Records in un cd antologico dedicato agli esecutori memorabili di Chopin e unico artista italiano protagonista di un film del regista Bruno Monsaingeon, celebre per i suoi documentari su Glenn Gould e Slatoslav Richter.

L'evento si terrà al Teatro degli Atti (via Cairoli, 40), tra gli appuntamenti collaterali al cartellone sinfonico. Si tratta di un originale omaggio al duecentesimo anniversario della nascita di Fryderyk Chopin, con l’esecuzione dei rari e virtuosistici Studi sopra gli Studi di Chopin del compositore Leopold Godowsky. L’impegnativa impresa, pochi pianisti vorrebbero o potrebbero accettare un tale compito dove le difficoltà sono enormi, verrà portata a termine da Francesco Libetta con la collaborazione di Emanuele Delucchi, allievo di Riccardo Risaliti all’Accademia Pianistica di Imola e di tre pianisti riminesi formatisi all’Istituto Musicale “Lettimi”, Mattia Guerra, Stefano Nardi e Manila Santini.

Nell'intervallo del concerto, come da tradizione, degustazione di specialità gastronomiche a tema.

Gli Studi sopra gli Studi di Chopin: cinquantatré studi per pianoforte di difficoltà trascendentale – di cui ventidue per la sola mano sinistra – modellati su ventisei dei celeberrimi Studi di Fryderyk Chopin (dodici dall’Op. 10, undici dall’Op. 25 e i tre Nouvelles Etudes composèe pour la Méthode des Méthodes de Moscheles et Fetis) sono il lavoro più conosciuto di Leopold Godowsky, pianista e compositore polacco naturalizzato statunitense (1870-1938). Pur trattandosi di trascrizioni, essi posseggono un indiscutibile valore artistico autonomo e sono di grande utilità per un approfondimento tecnico e musicale degli Studi di Chopin.

Questo duplice motivo di interesse si ripresenta anche da un punto di vista più strettamente analitico: è possibile infatti osservare il virtuosismo compositivo di Godowsky, sospeso fra trascrizione, citazione, variazione, metamorfosi e contaminazione, così come riconsiderare un determinato Studio di Chopin dopo la sorprendente lettura del suo trascrittore. Una raccolta che destò stupore all’epoca della sua pubblicazione, e che entrò nella leggenda anche per la sua scarsissima presenza nelle sale da concerto.

La rarità di esecuzione e circolazione è da imputare anche al subentro in quegli anni della “nuova” musica (cubista, atonale, o neoclassica) nella quale l’estetica liberty di Godowsky non poteva trovare spazio. Ma anche alla loro estrema complessità tecnica, se è vero quello che scriveva il critico del New York Times Harold C. Schonberg: «Gli Studi di Godowsky sono probabilmente le cose più assurdamente difficili mai scritte per il pianoforte».

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