Alla Galleria dell'Immagine di Rimini (via Gambalunga 27) è allestita fino al prossimo 5 ottobre una mostra di Sante Arduini a cura di Silvia Cuppini, con una particolare novità: la pittura in verticale. Le figure composte dall’assemblaggio di suoi quadri presenta la particolarità di una pittura autoportante: quasi una scultura, i dipinti si dispongono a muoversi dentro lo spazio come presenze informali, a dialogare variamente con gli arredi, mostrare la doppia faccia o nasconderla, innalzarsi oltre misura o, a dimensione d’uomo, moltiplicare le prospettive di una stanza come le quinte di un teatro.
Arduini nasce come incisore e rimane fedele a questa tecnica anche come pittore; una tecnica, quella dell’incisione, solo apparentemente affine al disegno ma nella realtà piuttosto vicina alla scultura per il fatto che impone all’artista di lavorare sulla matrice che, nel caso della xilo e della calcografia, viene scavata dagli strumenti.
Sante Arduini è nato a Urbino nel 1938. Si è diplomato alla Scuola del Libro di Urbino. Espone per la prima volta a Torino nel 1962. Dal 1968 al 1978 risiede a Bergamo, dove insegna Figura al Liceo Artistico e Incisione all’Accademia Carrara di Belle Arti.
In questi anni si dedica con assiduità all’incisione, entrando in rapporto con gallerie italiane e straniere (Galleria Lorenzelli, Bergamo; Galerie Librairie Nicaise, Parigi).
Rientrato ad Urbino intraprende una intensa attività espositiva sia nell’ambito della calcografia che della pittura.
Ha insegnato discipline pittoriche all’Istituto Statale d’Arte e all’Accademia di Belle Arti di Urbino