Incantevole nei suoi mille paesaggi baciati dal sole, la Romagna si rivela terra straordinaria anche nelle sue viscere più profonde.
Dalla Riserva Naturale di Onferno fino al cuore della Vena del Gesso si snoda un suggestivo itinerario tra misteriose grotte e affascinanti caverne preistoriche, ideale per giovani, adulti e famiglie.
Provenendo da Rimini, il piccolo paese di Onferno, arroccato sulle colline del Comune di Gemmano, si raggiunge prendendo la Statale 16 in direzione di Riccione fino al bivio per Marciano: da qui si esce per proseguire lungo il corso del fiume Conca verso San Marino e all’altezza di Fratte si svolta a sinistra per Mulino Renzini e le Grotte di Onferno.
Antiche leggende e tesori naturali sono custoditi nel cuore di queste grotte carsiche, aperte al pubblico tutti i giorni da giugno a metà settembre, nei pomeriggi del week-end da aprile a maggio e la domenica pomeriggio per il resto dell’anno, ad eccezione di gennaio.
Dopo aver indossato un k-way e scarpe comode antiscivolo ed essersi muniti di casco e torcia – forniti dalla cooperativa che custodisce questo interessantissimo sito naturalistico – è possibile inoltrarsi tra cunicoli e anfratti lungo un percorso che da un’altitudine di 290 metri scende a 70 metri di profondità.
Ambienti soffici e levigati, cascate calcaree e giganteschi ammassi di cristalli compongono l’habitat naturale di una grande colonia di pipistrelli, composta da circa quattromila esemplari che possono essere osservati da vicino in tutta tranquillità.
All’interno della Riserva di Onferno, oltre alle grotte, si trovano il Museo, con una sala polivalente attrezzata con dotazioni audiovisive (nell’antica Pieve di Santa Colomba, una delle più antiche della Diocesi di Rimini) e il Giardino botanico (t 0541 984694 www.grottedionferno.it).
Il viaggio lungo le viscere della Romagna prosegue con una visita al complesso della Tanaccia-Buchi del Torrente Antico, situato a 2 km da Brisighella.
Dopo essere arrivati a questo paesino nei pressi di Faenza attraverso la strada statale 302 Faenza-Firenze, dalla via Emilia o dalla autostrada A14, si raggiunge la grotta immettendosi sulla provinciale Limisano Morticino. Qui è consigliata l’esplorazione tra i meandri e le strettoie scavate nella roccia gassosa da un torrente sotterraneo, per scoprire uno dei complessi più estesi e articolati della Vena del Gesso romagnola e compiere un salto nel passato fino all’età del Bronzo.
La visita alle gallerie della cava Marana, tra pilastri gessosi e un piccolo laghetto sotterraneo, permette di rilevare l’importanza della pietra gessosa nella storia economica locale, mentre di estremo interesse archeologico risulta il ‘cavernone preistorico’ della Tanaccia, posto a 200 metri di altitudine, che testimonia la presenza dell’uomo a partire addirittura dall’età del Rame. L’esplorazione speleologica alla ricerca di spettacolari forme carsiche, tra cui pendenti e colate stalattitiche, è alla portata di tutti.
[Foto Ercolani Lucci Sansavini]