Marino Moretti nacque a Cesenatico nel 1885, dove morì nel 1979 dopo una vita dedicata alla letteratura, al giornalismo e ai viaggi. Fece studi classici e frequentò anche una mscuola di recitazione a Firenze.
Nel capoluogo toscano, che era agli inizi del XX secolo il fulcro della vita letteraria italiana, incontrò scrittori e artisti ed incominciò il suo percorso letterario. Nel 1902 incominciarono ad uscire le prime raccolte di racconti e poesie.
Le sue raccolte più celebrate soprattutto "Poesie scritte col lapis" (1910), "Poesie di tutti i giorni dell'anno seguente", e "Il giardino dei frutti" (1915) sono appunto di quegli anni. La sua poesia, legata alla definizione di “crepuscolare” che il critico Borghese diede ad una corrente poetica del primo Novecento, è influenzata dall’opera di Pascoli e caratterizzata da un tono colloquiale e intimo e da una spiccata ambientazione provinciale.
In realtà vi si ritrovano anche passaggi tesi e di intonazione filosofica, come le belle poesie in cui dialoga con la sua anima. Dopo un lungo periodo in cui si dedicò apparentemente solo alla narrativa (ma Moretti stesso confiderà di non aver mai abbandonato la scrittura della poesia) tornò a pubblicare libri di versi nell’ultima parte della sua vita con le raccolte "L'ultima estate" (1969), "Tre anni e un giorno" (1971), "Le poverazze" (1973) e "Diario senza le date" (1974).