In Romagna, dal 1963 ad oggi, sono state riconosciute ben dieci Vini Romagnoli Doc e una Docg.
Con quest’ultima sigla, Docg, vengono indicati vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita, massimo riconoscimento di qualità per prodotti che devono rispondere ad un disciplinare severo e a criteri di selezione molto elevati.
In Romagna si fregia del riconoscimento l’Albana di Romagna, tra i vini romagnoli più apprezzati.
La sigla Doc, Denominazione di Origine Controllata, indica la zona di provenienza di un vino e si lega ad un disciplinare che ne regola la produzione.
La prima ottenuta in Romagna è la Doc Sangiovese di Romagna, legata al più diffuso e blasonato vitigno a bacca rossa.
Oltre a questa, vi sono le Doc dei vini romagnoli Albana Romagna Spumante, Pagadebit di Romagna, Cagnina di Romagna, Trebbiano di Romagna ed è presente una piccola porzione della Doc Bosco Eliceo, concentrata per la maggior parte nel comprensorio ferrarese.
A queste si aggiungono le Doc di altri vini romagnoli: Colli d’Imola, Colli di Faenza, Colli Romagna Centrale e Colli di Rimini, legate a quattro zone collinari con caratteristiche microclimatiche e di struttura dei terreni ben definite, che si riflettono sulle produzioni vitivinicole.
Esistono poi i vini Igt , la sigla sta per Indicazione Geografica Tipica, e contraddistingue i vini prodotti in aree più estese, anch’esse uniformi al loro interno per caratteristiche ambientali.
I vini romagnoli Igt sono il Sillaro o Bianco del Sillaro, Ravenna, Forlì e Rubicone.