Pascoli Giovanni
Giovanni Pascoli è nato a San Mauro di Romagna nel 1855 ed è morto a Bologna nel 1912. È il più importante poeta italiano del periodo a cavallo tra Ottocento e Novecento. Molto nota è la tragica vicenda del padre Ruggero, ucciso il 10 agosto 1867 mentre tornava a casa da Cesena. L’episodio segnerà profondamente la vita e la poesia di Pascoli, connotandone lo sguardo doloroso e la profonda domanda di significato e di un ritorno alla vita semplice della natura e dei luoghi dell’infanzia, espressi anche nella celebre riflessione Il fanciullino. Ma nelle sue raccolte poetiche, le più note delle quali sono “Myricae”, i “Canti di Castelvecchio”, i “Primi poemetti” (eccellenti sono anche i testi in lingua latina, per cui fu ripetutamente premiato a livello europeo) Pascoli mostra di aver ben assimilato, assieme alla cultura classica, anche la nuova stagione della cultura europea, divenendo di fatto il maggior poeta simbolista italiano del suo tempo. Pur fedele alla tradizione metrica, seppe genialmente rinnovarla apportandovi numerose novità (perfino un uso dei suoni della natura, le onomatopee) mostrando uno straordinario talento di scrittura.
A cura di Gianfranco Lauretano