Campana Dino

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Dino Campana è nato nel 1885 a Marradi, comune in provincia di Firenze ma sul versante romagnolo degli Appennini, sopra Faenza. Ha avuto un’esistenza inquieta ed errabonda, segnata da viaggi e periodi di grave turbamento psichico: è morto in manicomio, a Scandicci, nel 1932.

È stato poeta per un brevissimo periodo tra il 1913 e il 1916 ma la sua unica raccolta poetica, i Canti orfici, è considerata un capolavoro della poesia italiana del Novecento e additata da molti poeti successivi, come Montale e Luzi, come il punto di inizio della lirica del secolo.

Celebre e drammatica è la storia di questa raccolta: Campana la scrisse tra il 1912 e il 1913 e la portò a Firenze per una eventuale pubblicazione a due importanti scrittori dell’epoca, Papini e Soffici. Quest’ultimo smarrì l’unica copia del manoscritto, dal titolo Il più lungo giorno (sarà ritrovato solo dopo la sua morte, nel 1971) e Campana, tra rabbia e frustrazione, dovette riscriverlo a memoria durante alcuni giorni e notti di intenso lavoro per poi pubblicarlo a sue spese a Marradi nel 1914.

Celebre anche la relazione tra Dino Campana e Sibilla Aleramo, di cui rimane testimonianza nelle lettere pubblicate nel 2000 nel volume  Un viaggio chiamato amore – Lettere 1916-1918.

A cura di Gianfranco Lauretano

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