Se pareba boves, alba pratàlia aràba,
albo versòrio teneba, et negro sèmen seminaba
(indovinello veronse VIII-IX sec. d.C.)
(il copista, lo scrittore) spingeva davanti i buoi (le dita della mano), arava il bianco campo (il foglio),
teneva un bianco aratro (la penna d'oca) e seminava un nero seme (l'inchiostro)
Niente di meglio del nero seme della parola per rendere fertili i campi del nostro intelletto: una buona lettura è cibo per la mente e ristoro per lo spirito!