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Romagna Medicina Oggi


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In collaborazione con il
poliambulatorio Valturio Direttore Sanitario Dott. Fernando Santucci


Medicina Oggi


RINITE ALLERGICA

07/05/2012

A cura della Dott.ssa Manola Sarmati

La Rinite Allergica è una patologia in costante aumento in quasi tutto il mondo.
Si stima che il 10-30% della popolazione generale soffra di rinite allergica, nei bambini addirittura questa percentuale salirebbe al 40%.


Può comparire a qualsiasi età, con un picco di incidenza tra i 20 e i 30 anni; c’è una lieve prevalenza nel sesso femminile e nel 50% dei casi sono presenti fattori ereditari.


La rinite allergica è dovuta ad una infiammazione della mucosa nasale scatenata dall’esposizione all’allergene. In tale processo infiammatorio vengono coinvolti diversi tipi di cellule, in particolare mastociti, eosinofili e basofili, che, attivandosi, rilasciano i mediatori e le citochine responsabili delle alterazioni fisiopatologiche (ad es. l’attivazione dei nervi sensoriali, l’essudazione plasmatica, la congestione dei sinusoidi venosi) e dei sintomi.


I sintomi più frequenti sono: ostruzione nasale, rinorrea, prurito intranasale e starnutazioni ricorrenti; talvolta si associano iposmia e congiuntiviti, con eccessiva lacrimazione, prurito e arrossamento degli occhi.
Il contatto con l’allergene scatena i sintomi; spesso i fattori irritanti come il fumo di tabacco, l’aria fredda o gli odori forti possono amplificare la sintomatologia.
Spesso i pazienti presentano anche tosse e respiro sibilante asmatiforme: respirando con la bocca, per la marcata congestione delle mucose nasali, i granuli dei pollini riescono infatti a raggiungere l’albero bronchiale.
La rinite allergica può essere associata a più frequenti otiti medie, sinusiti o poliposi nasale o ad asma.


La rinite allergica può essere stagionale o perenne.
La rinite stagionale è causata da pollini e muffe che compaiono nell’atmosfera in particolari periodi dell’anno.
La rinite perenne invece è legata all’esposizione ad allergeni presenti nell’ambiente domestico e/o lavorativo tutto l’anno (come gli acari della polvere o i derivati epidermici di alcuni animali).
 


RINITI ALLERGICHE INVERNALI

07/05/2012

A cura della Dott.ssa Manola Sarmati

BETULLACEE
La betulla è diffusa in tutta Europa; in Italia si ritrova nei boschi delle Alpi e degli Appennini da 900 a 1800 metri di altitudine. La frequenza di allergia è aumentata a causa della grande distribuzione nei giardini pubblici e privati.
Ha una pollinazione precoce (febbraio-marzo).
I sintomi sono: riniti, congiuntiviti, sintomi a livello della mucosa orale (Sindrome orale allergica) dopo ingestione di alimenti come la mela, kiwi, ciliegia, carota, che possiedono allergeni comuni (cross-reattivi).
 

CORILACEE
Il polline del nocciolo ha un elevato potere allergenico.
Il nocciolo è presente in tutta Europa, produce grandi quantità di pollini nel periodo invernale, da gennaio a marzo.
I soggetti allergici possono manifestare anche orticaria o angio-edema in seguito ad ingestione di nocciole.
 

CUPRASSACEE
L’allergia al cipresso è una pollinosi emergente. Il cipresso impollina a fine inverno-inizio primavera (gennaio-maggio) e libera enormi quantità di pollini nell’aria.
Sintomi: raffreddore, congiuntiviti. I generi più importanti sono: il Cupressus sempervirens e il Cupressus arizonica. Tali piante presentano diverse analogie con il Ginepro ed il cedro di montagna.


 


RINITI ALLERGICHE PRIMAVERILI-ESTIVE

07/05/2012

A cura della Dott.ssa Manola Sarmati

PARIETARIA
E’ molto importante in Italia e nel bacino del Mediterraneo; per crescere necessita di terreni ricchi di Sali minerali e si può trovare anche tra pietra (tufo) o terra, alla base di muri, sia in pianura che in collina, ma non oltre i 900 metri.
Ha un lungo periodo di pollinazione: il polline si trova nell’aria quasi tutto l’anno, tranne che in piena estate o pieno inverno, con un picco tra febbraio a giugno, con una certa variabilità a seconda della latitudine.
Il granulo pollinico riesce a penetrare in profondità nelle vie aeree per le sue piccole dimensioni (13-25 micron), provocando non solo rino-congiuntiviti ma anche forme asmatiche.
Il picco di pollinazione si ha nelle ore più calde della giornata.



GRAMINACEE
Le graminacee sono diffusissime su tutta la Terra e rappresentano la principale componente erbacea di svariati ambienti: rappresentano una delle principali cause di allergia.
Comprendono le comuni gramigne, tutti i cereali, le canne, tutte le piante con spighe, ciuffi e pennacchi.
Pollinano tra aprile e giugno e sono responsabili della “febbre da fieno”, di oculo-riniti e a volte di reazione asmatiche.

 


COMPOSITE
La famiglia delle composite annovera un’infinità di generi e specie diffuse in tutto il mondo; alcune crescono spontaneamente, altre vengono coltivate a scopo alimentare (carciofo, lattuga), officinale (camomilla), industriale (il girasole, per i suoi semi) o a scopo ornamentale (margherita, crisantemi).
In Europa importanti sono l’Artemisia Vulgaris o Assenzio, il Tarassaco e l’Ambrosia (frequente specie del nord Italia).
Il periodo di pollinazione va da maggio a giugno; la sintomatologia è rino-congiuntivitica.


 


RINITI PERENNI

07/05/2012

A cura della Dott.ssa Manola Sarmati


I micofiti sono organismi vegetali che possono provocare allergie tramite le loro spore che hanno dimensioni piccole (dai 3 ai 30 mm di diametro). Nelle case i micofiti crescono su pareti e pavimenti, specie se umidi, mentre nell’ambiente esterno si ritrovano su materiale in decomposizione (foglie e frutta).



ALTERNARIA
E’ una specie patogena per le piante di pomodoro, presente nell’atmosfera nel periodo estivo-autunnale.

 



CLADOSPORIUM
E’ una muffa che colinizza le sostanze vegetali, in particolare l’erba; vi sono elevati livello di spore in primavera-estate.



ACARI DELLA POLVERE
Gli acari della polvere domestica sono gli allergeni ambientali più comuni. Per le loro dimensioni, non sono visibili ad occhio nudo. Si trovano in tutti gli ambienti domestici, specie nel materasso; sono parassiti dell’uomo, si nutrono di forfora umana, animale, di residui alimentari. Si replicano a temperature tra i 15 e i 30° c e in ambienti relativamente umidi.
Gli acari più importanti sono: Dermatophagoides pteronyssinus e Dermatophagoides farinae.



EPITELIO DI ANIMALE (GATTO, CANE)
Il potere allergenico di cane e gatto riveste una notevole importanza.
L’allergene dell’epitelio dell’animale si disperde velocemente nell’aria e ci rimane spesso per molte ore, si accumula nei materiali tessili di arredamento come divani o tende e vi persiste anche molto tempo (fino a 3-5 anni) dopo l’allontanamento dell’animale dalla casa.



DIAGNOSI
La diagnosi è importante al fine di instaurare un’adeguata terapia e si esegue tramite:
- Raccolta anamnestica e sintomatologica
- Esame obiettivo delle prime vie aeree
- Prick test



TERAPIA
I farmaci più comunemente usati sono:
- Corticosteroidi topici (in genere a cicli)
- Corticosteroidi per os
- Antistaminici
- Immunoterapia specifica

 


Parliamo di emorroidi - I consigli del proctologo

23/02/2012


Le emorroidi sono strutture anatomiche che ognuno di noi ha in dotazione fin dalla nascita, sono costituite da tre cuscinetti all’interno del canale anale, formati da vene e collegati al canale mediante legami fibrosi, quando questi legami si rompono le emorroidi si prolassano (vale a dire si abbassano) e così compare quella che chiamiamo malattia emorroidaria.

Le emorroidi sono in genere di due tipi:
• Interne quando sono sopra la linea dentata e quindi non sono visibili;
• Esterne se sono al di sotto di questa linea e quindi sono visibili;

Sintomatologia:
• Sanguinamento in corrispondenza della defecazione;
• Senso di peso alla regione anale e perianale accompagnato molto spesso da dolore;
• Prurito anale con piccole lesioni del margine;
• Secrezioni acquose che spesso sporcano la biancheria intima;

Le cause:
• Può esistere una predisposizione famigliare genetica;
• Sovrappeso;
• Sedentarietà;
• Stitichezza;
• Colite;
• Dieta povera di fibre;
• Gravidanza (in questo caso è legata alla compressione esercitata sulla zona anale dal peso del feto.);
• E’ intuitivo, quindi che serva una dieta ricca di fibre con particolare riferimento a frutta, verdura e legumi;
• Attività fisica costante, ad esempio camminare 40 minuti al giorno;
• Combattere la stitichezza senza però abusare coi lassativi;
Sono abitudini che possono essere utili sia per la cura che per la prevenzione.

Terapia:
Prima di ricorrere alla terapia chirurgica, possono essere utilizzati rimedi sia medici (pomate antinfiammatorie) o anche rimedi naturali omeopatici. In ogni caso la soluzione migliore è quella di rivolgersi ad un bravo proctologo il quale sarà certamente in grado di consigliare la soluzione più giusta.
Il Proctologo di riferimento del Poliambulatorio è il Dott. Stefano Canuti, il quale oltre ad essere un ottimo chirurgo, da anni è ritenuto uno dei migliori specialisti in questo campo anche per i metodi innovativi di terapia che pratica.
 


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